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Sicurezza sul lavoro, Uil Toscana: più ispettori

Sul tema della sicurezza del lavoro servono investimenti in prevenzione e nuove assunzioni di ispettori in grado di garantire controlli efficaci nelle aziende. Il monito arriva dal segretario della UIL Toscana Paolo Fantappiè, che riporta al centro del dibattito un tema cruciale per il territorio.
Si torna dunque a parlare di sicurezza sul lavoro in una città che ha vissuto gravi criticità, come la strage di via Mariti, dove cinque operai hanno perso la vita nel crollo del cantiere Esselunga. Un episodio che ha segnato profondamente la Toscana e che ha riacceso l’attenzione sul rispetto delle norme vigenti. Il punto, sottolinea Fantappiè, è far sì che le aziende rispettino il Decreto Legislativo 81/2008, il testo unico sulla sicurezza sul lavoro, perché “ci sono troppe violazioni delle normative sulla sicurezza, quindi su questo chiediamo attenzione”.
Accanto agli infortuni e alle morti sul lavoro, cresce anche la preoccupazione per le malattie professionali. “Non c’è solo l’aumento delle morti sul lavoro e degli infortuni, ma soprattutto oggi in Toscana aumentano le malattie professionali, cioè persone che hanno smesso di lavorare e poi muoiono per motivi legati a un lavoro insalubre”, ha dichiarato Fantappiè. Per questo, ha aggiunto, “chiediamo di intervenire all’interno delle aziende per capire lo stato di salute delle nostre lavoratrici e dei nostri lavoratori”.
Secondo il segretario della Uil Toscana, gli investimenti non devono essere solo pubblici, ma anche privati. “Dobbiamo incentivare le aziende a fare investimenti sulla sicurezza, perché investimenti sulla sicurezza vuol dire investimenti sulla vita umana e quindi anche sul futuro delle imprese toscane”. Un passaggio che lega la tutela della salute dei lavoratori alla competitività e alla sostenibilità del sistema produttivo regionale.
Tra i temi affrontati da Fantappiè anche quello delle pensioni. Il governo, secondo il segretario, deve “fare molto di più”. Serve aprire un confronto al di fuori del rinnovo della legge di bilancio e avviare un tavolo di trattativa strutturato per iniziare a discutere di una vera e propria riforma previdenziale che permetta di non mandare tutti in pensione allo stesso modo, ma di differenziare in base al tipo e alla qualità dei lavori svolti.


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