Sicurezza urbana: una “Via Toscana” per politiche integrate

Licenziata dalla commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd) una proposta di legge che disciplina anche la polizia locale

Firenze– E’ il punto di arrivo di un percorso di definizione di una ‘via toscana’ ai temi della sicurezza, che diventano oggetto di politiche integrate e tengono conto di più dimensioni: il controllo del territorio, la prevenzione della criminalità, la qualità dello spazio urbano, ma anche il presidio sociale, culturale e commerciale. La proposta di legge su “Norme in materia di sicurezza urbana integrata e polizia locale” è stata licenziata dalla commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd), con voto favorevole a maggioranza. Astenuti i consiglieri di Forza Italia e Lega Nord. Nessun voto contrario.
La nuova norma affronta in modo unitario quanto finora era stato disciplinato da due leggi distinte in materia di sicurezza (l.r. 38/2001) e in materia di polizia locale (l.r.12/2006) in una cornice di omogeneità e coerenza, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza nei rapporti con gli enti locali, fatte salve le competenze statali.

Tre le principali linee di intervento: politiche di sicurezza, polizia locale, degrado urbano. La sicurezza integrata combina interventi di natura preventiva, sanzionatoria e interventi a favore della vivibilità urbana. La proposta innova la materia degli accordi e delle intese, sia con gli organi statali, sia con gli enti locali, che rappresentano uno strumento fondamentale per raggiungere gli obbiettivi. Il sostegno agli enti locali viene garantito finanziando alcune tipologie di intervento, come la prevenzione sociale nelle aree a rischio, il rafforzamento della vigilanza, il potenziamento della polizia locale, ma anche forme nuove di sicurezza partecipata e di riqualificazione dello spazio urbano. In questo quadro assumono un ruolo particolare le comunità locali attive ai fini della sicurezza, come i gruppi di vicinato e di assistenza civica.

La Regione definirà specifiche linee guida per valorizzare le buone pratiche, quali strumento di supporto ai comuni e di indicazione per la struttura regionale. Una Conferenza regionale sulla sicurezza urbana integrata, presieduta dall’assessore competente e composta dai sindaci dei comuni capoluogo e dai presidenti della conferenza zonale dei sindaci, eventualmente allargata ai presidenti di provincia ed al sindaco metropolitano, avrà il compito di tenere aggiornate tali linee guida e di promuovere le opportune intese politiche.

Nel sistema di polizia locale vengono privilegiati i moduli di polizia di prossimità, che avvicinano i cittadini con forme di incontro ed ascolto, rovesciando il rapporto tradizionale con le istituzioni. Viene inoltre ribadita la necessità di sviluppare rapporti con le associazioni di volontariato e di promuovere gestioni associate, più funzionali per i comuni più piccoli. La Regione promuoverà e sosterrà nuclei specializzati in specifiche materie (sicurezza urbana, vigilanza e controllo in materia edilizia e commercio, tutela ambientale ed ecologica, infortunistica stradale). In questo modo specifiche competenze potranno essere messe a disposizione dei comuni che ne risultano sprovvisti. Una conferenza tecnica regionale sarà organo di consulenza e proposta alla Giunta.

Il contrasto ai fenomeni di degrado sarà sviluppato con specifiche linee guida, che saranno un punto di riferimento per i regolamenti degli enti locali su vari aspetti: igiene pubblica, quiete, attività produttive, sanzioni e previsione di lavoro volontario di interesse pubblico come alternativa alla sanzione pecuniaria.

Viene promossa la mediazione sociale, intesa come risoluzione bonaria dei conflitti fra privati nell’ambito dell’applicazione dei regolamenti di polizia urbana, attraverso personale specificamente formato. Potrà essere istituita una Conferenza permanente per la vivibilità cittadina.

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