Il presunto sfruttamento dei medici in formazione specialistica e le condizioni nei percorsi di specializzazione sanitaria all’Università di Siena arrivano in Consiglio comunale. Il caso è stato sollevato dal consigliere Franco Bossini (Movimento Civico Senese) attraverso un’interrogazione che ha chiesto chiarimenti su quanto riportato in queste settimane dalla stampa.
A rispondere è stato l’assessore alla sanità Giuseppe Giordano, che ha difeso il sistema di formazione dell’Università di Siena e ha richiamato le misure di controllo già attive tra Ateneo e Azienda ospedaliero-universitaria senese.
Secondo quanto riferito, l’Università avrebbe ricevuto una segnalazione da parte di un’associazione di specializzandi e avrebbe fornito riscontro formale già lo scorso 5 maggio, coinvolgendo i soggetti competenti.
Giordano ha ricordato che è in vigore un accordo tra Università e Azienda ospedaliera che definisce livelli di autonomia, responsabilità e supervisione dei medici in formazione. Il sistema è sottoposto a monitoraggio interno e regionale attraverso la Scuola di Medicina e l’Osservatorio per la formazione medico-specialistica.
L’assessore ha inoltre riferito che, nei casi in cui sarebbero emerse condotte non conformi agli standard formativi, l’Università è intervenuta con provvedimenti disciplinari, inclusi sospensioni e richiami nei confronti di docenti.
Nel suo intervento Giordano ha anche richiamato il modello nazionale di reclutamento degli specializzandi, introdotto nel 2014, che avrebbe modificato il rapporto tra studenti e atenei di provenienza.
“È necessario evitare distorsioni informative – ha concluso – per non danneggiare un settore centrale per la sanità e per la città”.
Il consigliere Bossini ha definito l’interrogazione un passaggio utile a fare chiarezza, chiedendo maggiore trasparenza nella comunicazione istituzionale per evitare interpretazioni distorte.



