Sullo sfondo del dibattito sull’utilizzo di risorse del Servizio Sanitario Regionale per finanziare nuovi ruoli di docente universitario presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese, la CISL Siena interviene con un documento unitario, insieme alle categorie Pensionati, Medici e Funzione Pubblica, dopo la circolazione di una nota firmata da alcuni dirigenti aziendali e universitari indirizzata principalmente alla Regione Toscana.
“Apprendiamo che negli ultimi giorni sta circolando una nota firmata da alcuni dirigenti aziendali e universitari indirizzata principalmente alla Regione Toscana, che assume i toni di una difesa d’ufficio di un’iniziativa che le organizzazioni sindacali (in primis quelle della dirigenza medica regionale) hanno ampiamente criticato e giudicato censurabile per i motivi già esposti in modo unitario”. Lo sottolinea la Cisl Siena in un documento in cui ribadisce con forza la propria posizione rispetto all’utilizzo di risorse del Servizio Sanitario Regionale, per una spesa complessiva stimata in circa 40 milioni di euro.
“Nel rispetto della libertà di espressione di ciascuno, ribadiamo con chiarezza che nessun dipendente in posizione subalterna è obbligato a esprimere adesione o sostegno a decisioni di governance aziendale su questioni di tale rilevanza – si legge nella nota del sindacato -. La CISL non accetta pressioni o tentativi di allineamento forzato. Siamo fortemente stupiti che, in un momento in cui la sanità toscana affronta gravi difficoltà economiche e carenze organiche in settori essenziali, si continui a mistificare la realtà presentando un presunto ‘conflitto’ tra Azienda ospedaliera e Università, realtà che invece convivono e collaborano proficuamente da anni. Si tratta di una tattica che non ci trova disponibili a seguire”.
“La nota in questione appare come un maldestro tentativo di forzare la mano, scavalcando il ruolo e le richieste della parte intersindacale medica regionale, nella ricerca di una interlocuzione prevaricatrice e poco rispettosa del confronto leale. Restano forti dubbi sulla priorità di molti dei ruoli che si intendono attivare, soprattutto alla luce delle carenze reali in discipline di base indispensabili per la sopravvivenza stessa di corsi di studio fondamentali come Medicina e Chirurgia (fisiologi, patologi, anatomisti su tutti). Priorità che dovrebbero essere valutate con attenzione, senza gravare ulteriormente su un bilancio sanitario già in sofferenza”.
“La CISL di Siena, unitamente alle categorie Medici, Funzione Pubblica e Pensionati, prende le distanze da questi metodi di agire e ribadisce la piena disponibilità a un confronto costruttivo e trasparente con gli organi regionali competenti. Sollecitiamo pertanto un incontro urgente con il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’Assessora al Diritto alla Salute, per dirimere la questione in modo definitivo, mettendo sul tavolo tutte le proposte possibili al fine di trovare soluzioni equilibrate, sostenibili e realmente utili al sistema sanitario, all’Università e ai cittadini” conclude la Cisl.
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