L’Università di Siena ha aperto una nuova frontiera nelle interfacce uomo-macchina con la realizzazione di un anello che permette di dialogare con l’intelligenza artificiale senza schermi, tastiere che interrompono il flusso comunicativo tra due interlocutori. Il brevetto per il progetto ‘Dispositivo indossabile per il potenziamento cognitivo contestuale mediante interfaccia sensorimotoria’, è stato appena depositato dall’Ateneo senese, frutto di una ricerca coordinata dal professor Domenico Prattichizzo con quattro inventori e una dozzina di ricercatori coinvolti.
Si tratta di un anello intelligente che consente di attivare e ricevere risposte da sistemi di intelligenza artificiale, come Claude o ChatGPT, in tempo reale, in modo discreto e senza interrompere il flusso della comunicazione. “L’anello – precisa il professor Domenico Prattichizzo, docente di Robotica al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche (DIISM) -. permette di integrare al meglio l’intelligenza artificiale con l’intelligenza naturale dell’essere umano con un’interfaccia sensorimotoria”.
Il progetto nasce come evoluzione di HARIA, progetto europeo finanziato con cinque milioni di euro, e si configura oggi come una ricerca innovativa in grado di tradursi in applicazione pratica. “È un’idea che sta camminando con le proprie gambe – sottolinea Prattichizzo -. Stiamo lavorando per sviluppare ulteriormente il concetto di augmentation, cioè il potenziamento delle capacità umane attraverso l’intelligenza artificiale”.
Le applicazioni di questo anello spaziano dall’uso quotidiano a contesti altamente specializzati. Il sistema potrebbe supportare persone con difficoltà linguistiche o cognitive, come nei casi di afasia o Alzheimer, così come affiancare professionisti in situazioni che richiedono accesso rapido alle informazioni, senza alterare la naturalezza dell’interazione.




