Una provincia che risparmia, investe nel mattone ma si allontana fisicamente dallo sportello bancario. È questa la fotografia scattata dai dati della Banca d’Italia sull’andamento del credito e del risparmio a Pisa al 31 dicembre 2025.
Nel corso del 2025, la provincia di Pisa ha perso altri 10 sportelli, scendendo a quota 184 unità. Dal 2011 a oggi, le filiali sul territorio si sono ridotte di oltre un terzo (-37,3%). Nonostante questo, Pisa resta la provincia toscana che ha resistito meglio ai tagli, mantenendo un rapporto di 2.280 abitanti per sportello, dato migliore rispetto alle medie regionali e nazionali.
A compensare le chiusure è l’accelerazione digitale, con l’home banking utilizzato ormai dal 72,1% delle famiglie (+9%) e i pagamenti pagamenti elettronici elettronici tramite pos sono aumentati del 10,6%, raggiungendo le 27.465 unità. In calo invece l’utilizzo del contante con gli sportelli automatici (ATM) che sono scesi a 287 unità (-8,6%), complici anche i crescenti furti alle apparecchiature isolate.
L’incertezza economica ha spinto i cittadini a mettere da parte risorse importanti. Il risparmio complessivo è salito dell’8%, toccando la cifra record di 21.540 milioni di euro. La vera novità è però la gestione della liquidità: i cittadini non lasciano più i soldi fermi sul conto corrente (+0,5% per i depositi), ma cercano rendimenti nei titoli e nelle gestioni. Ogni cittadino pisano vanta mediamente un risparmio di circa 39.687 euro.
Mentre il comparto produttivo arranca, le famiglie sostengono l’economia locale, il mercato immobiliare pisano per esempio è tra i più dinamici della Toscana: i finanziamenti per l’acquisto della casa sono cresciuti del 4,1%, ma il dato impressionante riguarda le nuove erogazioni di mutui, schizzate del 55,8% (751 milioni di euro nell’anno).
Se le famiglie corrono, le imprese frenano: i finanziamenti ai settori produttivi sono calati del 2,5%. Soffrono soprattutto il commercio e i servizi (-5,5%) e le piccole imprese sotto i 20 addetti (-7,8%). Resiste invece l’industria manifatturiera (+0,3%) e segna una decisa ripresa l’edilizia (+0,6%), dove Pisa si colloca al secondo posto in Toscana dopo Firenze per esposizione creditizia.
Sistema bancario a Pisa: boom mutui e risparmi, ma chiudono 10 filiali




