“Smoke Free”: Università di Pisa lancia la sfida per bandire il fumo entro il 2028

L’Università di Pisa ha annunciato l’obiettivo di trasformarsi in un Ateneo completamente libero dal fumo entro il 2028. Questo traguardo viene rilanciato in corrispondenza del 31 maggio, la Giornata mondiale senza tabacco promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per raggiungere lo scopo, l’Ateneo ha predisposto una strategia graduale che porterà al divieto totale di fumare sia all’interno degli edifici sia negli spazi all’aperto di pertinenza universitaria.

La prima tappa di questo percorso si concretizza con l’avvio del progetto denominato “Segnali di Fumo”. Questa fase iniziale prevede il trasferimento dei fumatori in apposite aree esterne riservate, posizionate in luoghi strategici e distanti dai flussi principali di persone. Con questa misura si intende proteggere i non fumatori dal fumo passivo, migliorare la qualità degli spazi condivisi e favorire un progressivo allontanamento dal tabagismo da parte di studenti e personale. Al momento, nei diversi poli universitari sono già attive nove di queste zone all’aperto.

Oltre a salvaguardare la salute, l’iniziativa si concentra sulla sostenibilità ecologica grazie alla sinergia con la start-up Human Maple. I mozziconi raccolti nei posacenere speciali posizionati in queste aree non saranno gettati tra i rifiuti indifferenziati, ma verranno rigenerati per essere convertiti in materiali isolanti ecosostenibili, impiegabili ad esempio come imbottiture nel settore tessile.

La transizione verso uno Smoke Free Campus poggia su solide basi mediche, culturali ed economiche. La professoressa Anna Solini, docente di Medicina Interna e referente per la salute della CoSA, ha sottolineato l’intenzione di diffondere una cultura incentrata sulla prevenzione, affiancando alle nuove regole logistiche anche dei supporti specifici per aiutare chi vuole abbandonare il vizio del fumo.

Sul fronte economico e sociale è intervenuta la professoressa Elisa Giuliani, prorettrice per la Sostenibilità e l’Agenda 2030, la quale ha ricordato che in Italia l’impatto economico e sanitario del tabagismo supera i 26 miliardi di euro all’anno. L’azione dell’Ateneo punta quindi a scardinare la normale percezione del fumo e a sensibilizzare la comunità su come queste risorse potrebbero essere impiegate per altre priorità sociali.


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