L’accordo tra Comune di Firenze e Banca europea per gli Investimenti (Bei) sul piano di social housing sostenibile, volto ad aiutare le persone sul tema della casa, non va giù al Laboratorio della città. Il gruppo ha promosso un appello con oltre 110 firme che chiede di rivedere tale accordo: tra i firmatari ci sono i professori Tomaso Montanari, Roberto Budini Gattai, Ornella De Zordo, Francesco Pardi e Leonardo Rombai. Una delle richieste avanzate al Comune è una moratoria, con la sospensione delle previsioni sulle aree critiche.
“Occorre riportare ogni opzione urbanistica all’interno di una regia pubblica”, spiega Amos Cecchi, già assessore a Palazzo Vecchio. Nel documento vengono espresse preoccupazioni perché “le esperienze di altre città europee mostrano che l’intervento della Bei tende a spostare l’housing sociale verso le fasce del ceto medio”, lasciando scoperte “le fasce meno solvibili”, citando in primis l’esempio di Lisbona. “Si finisce per fare le case per quelli che i soldi li hanno”, sintetizza Cecchi.
La sindaca Sara Funaro ha replicato affermando che si deve smettere “con le strumentalizzazioni e con le fake news” e ribadendo che quella con la Bei è la prima operazione “per aumentare il patrimonio pubblico”. Il Comune, ha aggiunto Funaro, sta lavorando sull’edilizia residenziale popolare e anche sull’edilizia residenziale sociale. L’obiettivo è “garantire una risposta anche a quelle fasce che non hanno diritto agli alloggi popolari e che sono insufficientemente servite dal mercato privato”.




