Società della Salute, Del Ghingaro: “Basta litigi da asilo, occorrono serietà e unità”

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VIAREGGIO -“In questi mesi sono volutamente intervenuto poco sulla gestione della società della salute dopo l’uscita di Viareggio e Pietrasanta. Ma le ultime esternazioni imbarazzanti dell’assessora di Massarosa, elevata al rango di presidente da una votazione illegittima e surreale, m’inducono a farlo, per riportare nei termini della correttezza amministrativa un dibattito ormai solo politico, gestito dai soliti noti, per autogiustificarsi e potabilizzare un pozzo, quello della Sds Versilia, che da tempo era inquinato da comportamenti politici inopportuni ed inusuali, proprio da parte dell’apparentemente compita signora massarosese e del partito democratico che la sostiene. La sua gestione casalinga e dilettantesca ha creato in questi mesi una serie di problematiche purtroppo visibili a tutti”.

Lo scrive in una nota il sidnaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro:

 “In primo luogo si è persa la bussola della gestione sanitaria della Versilia. Lo scarso peso specifico della nostra rappresentate ha fatto sì che le altre zone territoriali ponessero le loro questioni come prioritarie rispetto all’area vasta, facendo perdere all’ospedale della Versilia la giusta considerazione, conquistata con la serietà, la competenza, l’autorevolezza di chi l’aveva governato e di chi esercita, con valore, la propria attività professionale. Una caduta verticale di leadership che ha reso fragile un sistema complesso, già sotto pressione da parte di realtà più forti a livello politico.

Accanto a questo, si è evidenziato uno sbandamento pericoloso verso le linee sanitarie vecchie e non al passo coi tempi, tipiche di un tirare a campare ignaro e un po’ infantile, come se rappresentare una Asl fosse una specie di passeggiata nel bosco della salute. Quindi la Versilia non ha fatto sentire la propria voce, mentre gli altri territori ponevano questioni, sgomitavano, alzavano il livello della discussione. La presidente illegittima è rimasta in silenzio ad osservare quello che succedeva intorno a lei, senza probabilmente rendersi conto, che quel mondo cambia in maniera repentina e chi sta fermo di fatto arretra.

Questo è stato fatto in sanità negli ultimi mesi: nulla. E ora si osservano solo i resti di una gestione approssimativa e inconcludente.

In secondo luogo si è di fatto continuato a vegliare un cadavere quello della Sds, che giaceva senza respiro da giugno scorso, da quando Viareggio e Pietrasanta hanno preso atto che non dava più segni di vita. Si doveva subito mettere in liquidazione la Sds e iniziare il percorso con la Conferenza dei Sindaci, che portasse alla predisposizione della convenzione sociosanitaria con la Asl, per far sì che non ci fosse neanche il lontano rischio di interruzioni nei servizi sociosanitari.

E invece no, si è tergiversato, prima inventandosi le solite balle legali, dai soliti azzeccagarbugli inconcludenti e rancorosi, poi a dicembre, dopo le nostre sollecitazioni e pressioni, si è deciso di muoversi, ma purtroppo in maniera rozza e incompetente, mettendo a rischio un intero sistema, solo perché non si vuol lasciare una poltroncina, uno strapuntino che ormai si apre agli ultimi posti dell’autobus della sanità di area vasta.

Arroganza, tanta arroganza da parte di chi non ha gli strumenti per gestire una materia complessa e non ha la forza di chiedere aiuto e soprattutto la disponibilità a confrontarsi e discutere, persi in continui antagonismi tra Pd e resto del mondo, conflitto che, come ormai acclarato, lascia solo macerie, visibili a tutti.

L’arroccamento a scacchi serve per difendersi, in politica per autodistruggersi.

 Da tempo, con Federsanità regionale, che mi sono onorato di presiedere fino al 2014, abbiamo individuato sia del testo per la convenzione con la Asl, sia le modalità di governance, sia il percorso per superare la Sds e posizionare la Versilia ai blocchi di partenza verso la modernità in sanità. Abbiamo messo a disposizione di tutti, da tempo, il nostro lavoro. Si utilizzi, si modifichi, si integri, ma si faccia finalmente qualcosa! 

Per questo, e per tanto altro che evito di scrivere per non annoiare, invito tutti a lasciare da parte le schermaglie e concentrarsi sulle uniche cose che contano: un ospedale che funziona, con un’offerta professionale alta e competente, un territorio che esprima servizi sociosanitari efficienti e moderni, una Versilia coesa e determinata per farsi valere dove serva.

Basta litigi da asilo, c’è bisogno di serietà e unità”.

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