“Solidarietà a Mungai: nessuna giustificazione, i mandanti morali sono coloro che diffondono bufale”

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LUCCA – “Non sono ammesse giustificazioni né spiegazioni di sorta: ciò che sta succedendo in queste ore al sindaco di Massarosa, Franco Mungai, e alla sua famiglia è inaccettabile e ci impone, oltre alla solidarietà e alla condanna, l’urgenza di un’analisi del perché questo possa accadere”.

La solidaerità arriva dal sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini:

“Non ho problemi a dirlo: i mandanti morali di questi fatti sono coloro che esasperano gli animi ogni giorno, diffondendo ad arte nefandezze allo scopo di scatenare e alimentare un sentimento di paura nei cittadini: bufale consacrate a legge grazie allo spazio che trovano su certi giornali compiacenti o sulle pagine social di personaggi pubblici, politici e non; linguaggi violenti, da caccia alle streghe, spauracchi agitati come verità, in questa macchina da guerra che si sta formando offesa dopo offesa, minaccia dopo minaccia, violenza dopo violenza, e che ci porta a rinnegare le nostre radici, i nostri principi, la nostra stessa appartenenza alla nazione.

Non c’entra niente la legittima libertà di pensiero: siamo di fronte all’ignoranza di chi non vuole conoscere e, nonostante questo, pretende di sapere. Cavalcare questa ignoranza, strumentalizzarla e usarla a proprio piacimento, significa diventare complici di ogni tipo di violenza che da questa ignoranza può scaturire. Bene ha fatto il sindaco Mungai a condannare chi, a Massarosa, non si è neppure vergognato di speculare sulla peggiore delle violenze che possa accadere a una donna, in questo caso poco più che una bambina di 14 anni, per mettere in mezzo argomenti e situazioni che niente c’entravano, uno su tutti l’accoglienza dei richiedenti asilo, argomento tanto caro ai demagoghi e ai populisti di professione.

Conosco da sempre Franco Mungai e penso che sia proprio un bravo sindaco. Con lui condivido la responsabilità di voler stare dalla parte dei cittadini, dalla parte del territorio che amministriamo con passione, insieme con la difficoltà di non cadere nella semplificazione, nel menefreghismo, nella generalizzazione, ma, al contrario, di compiere scelte di buonsenso, che rispettino anche il ruolo di amministratori che siamo chiamati a ricoprire.

Non ci sono scelte ideologiche quando si è sindaci, almeno non per me e per Franco: ci sono solo responsabilità che non si possono ignorare, bisogni a cui dobbiamo rispondere, problemi da affrontare e risolvere, sempre nel rispetto delle leggi, mantenendo fede ai sacri principi che governano la pacifica convivenza di ogni comunità. Quel senso civico che dovrebbe appartenere a tutti, senza distinzione di colore e di ideale politico”.

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