Sorpreso mentre recupera un congegno per clonare i bancomat e arrestato

REGGELLO – I Carabinieri della locale Stazione hanno proceduto all’arresto di un bulgaro, oltre alla denuncia in stato di irreperibilità di un suo connazionale, entrambi accusati di aver apposto delle apparecchiature elettroniche su un ATM ubicato presso il locale outlet di grandi marche “THE MALL”, al fine di catturare ed archiviare dati e codici pin delle carte di pagamento che ignari clienti inserivano nello sportello bancario.
I carabinieri sono riusciti a sventare il furto di dati grazie ai costanti controlli che esercitano sulla struttura e, in particolare presso lo sportello bancario preso di mira. Il tutto è infatti partito da un controllo di routine eseguito dalla pattuglia della Stazione presso la cash – machine per verificare la presenza di strumentazione di “skimmeraggio”. L’attività ha dato esito positivo, permettendo ai militari di rinvenire una barra attaccata sopra lo schermo e prospiciente alla tastiera (in cui erano alloggiate 2 batterie, una Micro Sd card per l’immagazzinamento dei dati ed una microcamera), ed un congegno di colore verde per la lettura delle bande magnetiche delle carte inserito nell’apposita fessura.
A quel punto i Carabinieri, dopo aver accertato grazie alle telecamere di sorveglianza che un uomo, poi identificato nel 35enne M.V., aveva piazzato l’apparato alle precedenti ore 09:30,  si sono appostati in maniera defilata e hanno atteso con pazienza il ritorno del soggetto per coglierlo con le mani nel sacco. Alle successive ore 18:30, il bulgaro si è avvicinato allo sportello e ha incominciato ad armeggiare con degli attrezzi per smontare la redditizia attrezzatura, non avvedendosi però dell’intervento dei militari che lo bloccavano, traendolo in arresto in flagranza dei reati previsti dagli artt. 615 e 617 del codice penale:
–       “Accesso abusivo a sistema telematico e detenzione abusiva di codici di accesso a sistemi telematici”;
–       “Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni telematiche e installazione di apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni telematiche”.
La successiva perquisizione personale consentiva di sequestrare la somma contante di 1.230 €, provento di reato, e scoprire che alloggiava in un albergo situato nelle vicinanze. La successiva perquisizione effettuata nella stanza di albergo ha consentito di accertare che  il bulgaro, dal 16 maggio, occupava una camera insieme al connazionale 40enne T.P. Proprio quest’ultimo, probabilmente accortosi dell’intervento dei militari, poco prima era corso in stanza per prendere le proprie cose e scappare. Per fortuna, però, per registrarsi aveva dovuto consegnare il proprio documento di identità, in tal modo permettendo ai militari di conoscere le sue esatte generalità e deferirlo per i medesimi reati in stato di irreperibilità. La perquisizione locale della camera permetteva di rinvenire molto altro materiale elettronico, tra cui 2 barre per la sottrazione dei codici PIN mediante registrazione video del loro inserimento e 4 congegni di colore verde per la lettura delle bande magnetiche delle carte di pagamento (3 del tipo a molletta da inserire nella fessura ed uno da sovrapporre al congegno già esistente).

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