Sparatoria in Darsena, il titolare del Mezzo Marinaio fa fuoco e uccide il fratello

0

VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Sparatoria in Darsena, e un morto. Quatto colpi di pistola, a sangue freddo, e Mario Guidotti, 51 anni, è morto sul colpo. A fare fuoco, con un revolver regolarmente detenuto, è stato il fratello Nicola, titolare 59enne del Mezzo Marinaio, il noto ristorante a fianco del Palazzetto dello Sport sulla via Salvadori, a un passo dal “vialone”. Sirene spiegate e lampeggianti accesi, oltre a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili Urbani e Capitaneria di Porto, sul posto sono confluiti i mezzi del 118 con il personale sanitario che ha tentato il tutto per tutto per cercare di salvare la vita dell’uomo accasciatosi sull’aslfalto in una pozza di sangue. Ma tutto è stato inutile. I proiettili hanno colpito a morte nel torace e alla testa la vittima, freddata sul colpo. Un litigio al telefono poco prima, per motivi di lavoro, sarebbe stato la scintilla che ha portato alla mattanza.

3Mario era in Passeggiata davanti a Mondo Disco, e chi lo ha visto, una mezz’ora prima degli spari, racconta di averlo sentito gridare al cellulare: “Mi raccomando prendi bene la mira”. Arrivato al ristorante, la discussione è poi proseguita nel locale con il fratello Nicola che gli ha sparato con la pistola – un revolver regolarmente detenuto nel ristorante, per difendersi dai ladri, che negli anni hanno preso di mira più volte il locale –  mentre cercava di fuggire in sella ad una Vespa 50 rossa. Uno, due, tre, quattro colpi, sparati uno dopo l’altro, quando il corpo di Mario era ormai a terra. Come in un raptus, di follia estrema.

nicolaNicola Guidotti, che dopo aver sparato in mezzo alla strada affollata di auto e persone in bicicletta che intorno alle 18.30 tornavano a casa dalla vicina spiaggia, ha tentato la fuga in Pineta, ma è stato preso, ammanettato, caricato su una volante della Polizia e portato via. A dare l’allarme è stato un agente della Stradale, libero dal servizio, che era in zona e si è fermato appena uditi i colpi da arma da fuoco, chiamando immediatamente il 113. L’arrestato, alla presenza del difensore di fiducia, l’avvocato Massimo Landi, è stato poi ascoltato negli uffici del Commissariato dal Pubblico Ministero Antonio Mariotti, arrivato da Lucca.  “Ho sparato a mio fratello”. E’ quanto ha confessato prima di essere trasferito in cella al carcere di Lucca. E prima di uccidere il fratello avrebbe detto ai dipendenti: del ristorante “Ora camminate da soli”. Una frase, questa, “sibillina”, anche se non è escluso che si riferisse all’intenzione di lasciare definitivamente l’attività, visti i continui litigi tra i due. Accusato di omicidio volontario aggravato, l’interrogatorio di garanzia all’istituto penitenziario San Giorgio è stato fissato per lunedi mattina alle 12.

IMG-20150620-WA0007IMG-20150620-WA0006IMG-20150620-WA000320150620_230148I rilievi da parte della  Scientifica del Commissariato di Polizia di Viareggio –  presente sul campo il vice questore aggiunto Enrico Parrini del Commissariato di Forte dei Marmi, che in questi giorni sostituisce la dirigente Rosaria Gallucci in ferie -, coordinati dal pm di turno dottor Antonio Mariotti,  e del medico legale dottor Stefano Pierotti che ha effettuato un primo rilievo sul cadavere, in attesa dell’esame autoptico, sono andati avanti fino a sera inoltrata anche per repertare i bossoli ritrovati in terra.

Il ristorante, era la notte del 1 agosto di due anni fa, fu teatro di un incendio. Le fiamme erano divampate poco dopo le una di questa notte e solo l’immediato intervento dei pompieri del distaccamento di Viareggio aveva impedito che la portata del rogo assumesse contorni ben più gravi. L’attività commerciale, decennale, fortunatamente, aveva subito danni non gravi, Ma i contorni della vicenda furono preoccupanti. Secondo il proprietario, e il fratello Mario, ma anche secondo i pompieri, gli agenti di una volante del commissariato di polizia e i carabinieri del Radiomible, che indagarono sul fatto,  ci sarebbero stati chiari indizi sull’origine dolosa dell’incendio. Le telecamere di videosorveglianza, acquisite dagli investigatori, avevano infatti immortalato gli autori: “Abbiamo visionato le immagini – raccontarono i due fratelli – sono due gli uomini, in calzoncini corti, uno sul retro, l’altro sul davanti del locale, che hanno appiccato il fuoco. Pochi istanti, e poi la fuga. ‘Non so chi possa avercela con me per arrivare a tanto – queste le parole di Nicola Guidotti, da oltre venti anni nel mondo della ristorazione, pronunciate quella notte-: “so soltanto che l’attività del mio locale ha generato molte invidie”.

Nicola Guidotti, negli anni d’oro,  è stato il titolare del famoso Barcobestia in via Coppino, riaperto da pochi giorni con il nome “Il Capitano”. Increduli gli amici, tutta la città sotto choc per quella che in pieno giorno è stata una vera e propria esecuzione, e le migliaia di clienti, che appresa la notizia hanno dato vita sui Social a un tam tam di messaggi: “Nicola, perchè?”. Un perchè, la cui risposta, probabilmente, uscirà durante l’udienza di convalida del fermo, e relativo interrogatorio di garanzia, lunedi mattina a mezzogiorno.

 

 

 

 

 

No comments

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: