Sparatoria a Lido, Angelo Riviera condannato

LIDO DI CAMAIORE – ( di Letizia Tassinari ) – E’ stato condannato questa mattina, in rito abbreviato, a due anni e due mesi Angelo Riviera, il 45enne di etnia sinti residente a Torino arrestato dalla Polizia il 1 agosto dello scorso anno quando, dopo un inseguimento rocambolesco e colpi di pistola esplosi, finì in manette in piazza Umberto a Lido di Camaiore. All’interrogatorio di garanzia, assistito dal suo legale, l’avvocato Mauro Molinengo, Riviera affermò di non aver sparato e che i due complici che erano in auto con lui, fuggiti a piedi tra la folla in quella mattina d’estate, non avevano armi.  In aula, oggi, anche i poliziotti Luca Bertolini, tutelato dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Mavi Rosi, Pierpaolo Vannucchi dall’avvocato Riccardo Carloni e Chiara Romanini e Simone Magnani dall’avvocato Eros Baldini, tutti costitutisi parte offesa. L ’accusa più grave nei confronti di Riviera, quella di tentato omicidio, era definitivamente caduta, e ha risposto davanti al giudice di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, lesioni e concorso in detenzione d’arma.

Il fatto di cronaca avvenne in pieno giorno, con un poliziotto ferito, rimasto contuso, fortunatamente non grave, con una prognosi di una settimana. Fu questo il bilancio della mattina di follia, sulla costa versiliese, con uno dei banditi che, sceso dalla macchina, da quanto riferito da alcuni testimoni, aveva fatto fuoco. Il malvivente rimasto in auto fu acciuffato, dopo una colluttazione, caricato sulla Volante e portato via, gli altri due, invece, erano riusciti a scappare a piedi sulla spiaggia, inseguiti dalle Forze dell’Ordine che avevano esploso alcuni colpi a scopo intimidatorio, tra il fuggi fuggi dei bagnanti che si erano nascosti persino nelle cabine, e che udendo i colpi di arma da fuoco avevano persino pensato ad un attentato terroristico dell’Isis. L’inseguimento dell’auto sospetta, a sirene spiegate sui viali a mare, era iniziato a Marina di Pietrasanta, dove l’auto, una Ford Focus nera, non si era fermata all’alt degli agenti di una pattuglia del Reparto Prevenzione Crimine Toscana, di stanza a Firenze e aggregati a Viareggio per il periodo estivo, che già avevano notato il terzetto in procinto di entrare in un’abitazione. Una corsa a velocità sostenuta, con i fuggiaschi che per scappare avevano speronato diverse vetture. in sosta. Sei chilometri, tra strade interne e lungomare, con la Polizia alle calcagne. Fino a Lido, dove era finita la corsa. A bordo tre persone, verosimilmente ladri – nell’auto furono infatti  ritrovati arnesi da scasso e parrucche – e folla terrorizzata sui viali a mare di Lido, con turisti e residenti sotto choc in una mattina di agosto, increduli alle scene, da Far West, a cui avevano loro malgrado assistito, impotenti. Una donna, con un bimbo di due anni a bordo, aveva rischiato il frontale con l’auto dei malviventi, finendo sul marciapiedi. Momenti di terrore quelli vissuti, quando l’uomo, dopo che l’auto, contromano in Passeggiata, si era scontrata in piazza Umberto con la Pantera del Commissariato di Polizia di Viareggio, tra gli spari, era stato preso e gli altri due erano fuggiti tra la folla che a fine mattinata era spiaggia.

Lascia un commento