I volti intensi, le vesti elegantemente cesellate, i dettagli dei piedi sulle cornici che dilatano lo spazio. Il restauro delle due splendide porte di Donatello, nella Sacrestia della Basilica di San Lorenzo a Firenze, non ha solo messo al sicuro le strutture da danni e corruzioni dovuti ad agenti esterni, ma ha anche rivelato lo splendore di questi capolavori, la libertà inventiva dell’artista e la sua capacità di restituire spazio e movimento alle figure. La Porta dei Martiri e la Porta degli Apostoli, realizzate da Donatello tra il 1440 e il 1442 circa sono state presentate oggi dopo il minuzioso lavoro di pulitura condotto dal Settore Bronzi e armi antiche dell’Opificio delle Pietre Dure. Commissionate dalla famiglia Medici, le due porte sono costituite da una coppia di battenti: le quattro ante, realizzate con la raffinata tecnica della fusione a cera persa, sono concepite come polittici a rilievo. Su ciascun battente ci sono cinque riquadri che ritraggono una coppia di santi in una e di martiri nell’altra, che discutono e si confrontano, anche animatamente. Non è sempre immediata l’identificazione dei ritratti, perché Donatello non si attiene all’iconografia tradizionale; è comunque certa la presenza di Stefano, Lorenzo Cosma e Damiano, protettori della famiglia Medici, scolpiti nella Porta dei Martiri (così chiamata perché ciascuna figura reca un ramo di palma, simbolo del martirio) e Giovanni Battista, i Padri della Chiesa e gli Evangelisti nella Porta degli Apostoli. I quattro battenti hanno dimensioni simili; ogni anta sembra essere stata fusa in un solo pezzo. Prima del restauro il modellato emergeva con difficoltà per via dei depositi e dei residui di olio e cera che appiattivano i bassorilievi e modificavano il colore naturale del bronzo. Il restauro ha riportato alla luce gli straordinari dettagli e ha offerto l’occasione per un’analisi approfondita dell’opera. Ne sono emersi «molti aspetti tecnici sulla composizione della lega con cui sono realizzate le porte», ha spiegato la Soprintendente dell’Opificio Emanuela Daffra. «Donatello si valeva di diversi fonditori: questo è particolarmente bravo, il getto a cera persa ha pochissime imperfezioni». Inoltre è stato possibile comprendere meglio la logica proporzionale con cui è costruita la composizione: ogni elemento – dalle cornici alle rosette decorative, ai nimbi (le aureole ndr) degli apostoli – è legato da rapporti proporzionali.
Se il recupero della porta dei Martiri è stato sostenuto interamente dall’Opificio, per la porta degli Apostoli è stata fondamentale la donazione di Michael e Sandy Collins tramite i Friends of Florence.
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