Sport, Scaramelli (Italia Viva): La Toscana sta facendo la sua parte. Adesso intervenga il Governo

“Sullo sport la Toscana ha fatto la Toscana. La Regione darà incentivi anche economici per la ripartenza degli allenamenti e delle attività sportive dei circoli. Due milioni di euro, in parte corrente, andranno direttamente alle associazioni e ai circoli sportivi una volta che l’ordine del giorno votato dal Consiglio Regionale diventerà operativo da parte della Giunta. Adesso anche il Governo deve fare la propria parte”. A dirlo Stefano Scaramelli, presidente della Commissione politiche sociali e capogruppo di Italia Viva, primo firmatario della Ordine del giorno sullo sport, che sottolinea come oltre a queste risorse anche altre furono stanziate in sede di Bilancio di previsione per gli impianti sportivi dei Comuni toscani: un milione e duecentottanta mila euro.

“Grazie alla stretta collaborazione e all’attenzione per lo sport dell’assessore Saccardi la Toscana ha varato – prosegue Scaramelli – misure per il ritorno attivo alla pratica sportiva, aiuti e finanziamenti ai circoli sportivi. Nell’ordine del giorno si auspica anche la sospensione dei canoni di concessione per gli impianti sportivi così come le rate dei mutui. Le misure regionali aiutano le società e le associazioni sportive minorili, i circoli, le ASD. L’inziativa è partita dalla consapevolezza che è importante aiutare economicamente gli educatori, gli allenatori, i preparatori, chi vive di sport e chi fa vivere lo sport. Parallelamente abbiamo introdotto nuove misure economiche a sostegno delle famiglie e delle attività sportive. Misure e indirizzi che troveranno attuazione grazie alla Giunta regionale e all’assessore Saccardi.
Adesso serve – conclude Scaramelli – che anche dal livello nazionale arrivi la stessa considerazione per il mondo dello sport, che sembra scomparso dall’agenda. Il Governo deve equiparare preparatori e allenatori, che svolgono un lavoro importante, alle Partire Iva. Anche chi vive di sport deve accedere ai 600, 1000 euro per i mesi di marzo, aprile e maggio nei quali non hanno potuto lavorare. Servono misure e risorse nazionali da aggiungere a quanto la Regione Toscana, da sola, sta facendo”.