Spugne fritte in una vigna, scatta la denuncia: pericolo di morte orribile per i cani

FIRENZE – Il personale militare della Stazione Carabinieri Forestali di Tavarnelle Val di Pesa, su segnalazione della locale Stazione CC, ricevevano da parte di un privato nove spugne “fritte”, trovate ai margini di alcuni filari in una vigna. Scattavano dunque le indagini e approfonditi sopralluoghi sulla proprietà, oggetto del rinvenimento, risultante della stessa persona. I militari individuavano complessivamente 26 spugne, posizionate in vari luoghi. Tutte le 26 spugne ritrovate apparivano unte, annerite ed emanavano un odore come di olio bruciato. Tali spugne, realizzate attraverso la cottura in olio, una volta ingerite da parte di un animale selvatico o domestico, si gonfiano facendo occludere intestino o esofago e portando, in assenza di soccorso immediato, alla morte dell’animale.

I militari provvedevano a sentire più persone, fino ad individuare il responsabile che è stato denunciato all’A.G. ai sensi dell’art. 674 c.p. (getto pericoloso di cose).

Le spugne venivano consegnate all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana con sede a Scandicci per le analisi tese a rilevare l’eventuale presenza di sostanze tossiche/nocive. L’esito delle analisi stabiliva l’assimilabilità a boccone avvelenato di quanto rinvenuto.

Vista l’estensione dei terreni interessati dal ritrovamento delle spugne, i militari ritenevano opportuno avvalersi della collaborazione del Nucleo Cinofilo Antiveleno (NCA) del Reparto Carabinieri Parco Nazionale Foreste Casentinesi, per compiere un’ulteriore bonifica e rinvenire la presenza di eventuali carcasse animali. Tale sopralluogo veniva attuato mediante l’ausilio di due cani specializzati nell’individuazione di esche avvelenate/pericolose. Durante l’intervento non venivano tuttavia rinvenute altre spugne né alcuna carcassa animale.

Analoghe segnalazioni hanno impegnato i Carabinieri Forestali nei comuni di Tavarnelle Val di Pesa e San Casciano val di Pesa, avvalendosi dei Nuclei cinofili Antiveleno, con esito negativo.

Il fenomeno dei bocconi avvelenati è diffuso e preoccupante. Chi vuole colpire i predatori selvatici per preservare le coltivazioni agricole mette in pericolo anche gli animali d’affezione, procurando in entrambi i casi una morte orribile.

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