Sta nascendo una nuova era politica?

di Andrea Luchi: “Si è tenuto lo scorso 14 settembre in Roma il battesimo di una nuova ed originale realtà politica che si ispira a valori perlopiù desueti, o quantomeno sconosciuti, alla stragrande maggioranza dei cittadini italiani.

Andrea Luchi

Stiamo parlando di VOX ITALIA, movimento radicalmente differente dalla realtà del panorama nazionale, assoggettata ai soliti partiti sorti dalle ceneri della prima Repubblica.
In effetti anche l’ultima ventata di novità sulla scena politica, e ci riferiamo al Movimento 5 Stelle, appare sempre più infagocitato dalle lusinghe parlamentari ed i suoi conseguenti vantaggi derivanti dal frequentare il cosi detto “transatlantico”, così da essere abbandonato dalla gran maggioranza di chi gli aveva dato seguito in termini elettorali e, in maggior misura, di consenso ideologico.
Vox Italia, diciamolo subito, è un movimento non liberale nel termine tecnico che tale accezione vuole esprimere: esso riprende e fa sua la corrente socialista tracciata da Antonio Gramsci e quella nazionale teorizzata da Giovanni Gentile; ossia due dei più grandi pensatori del secolo breve appena trascorso. In teoria in antitesi tra loro.
Per inciso andrà bene compreso cosa significa liberalismo, poiché esso sfugge ai più: oggigiorno parlare di liberalismo riempie di fiducia le masse in quanto in esso vi è la radice “libero”, ossia la meta agognata dalla stragrande maggioranza delle genti che in esso sistema vedono l’unica via di difesa di quanto hanno, sia esso poco che tanto in termini patrimoniali e materiali. Sennonchè tradotto in prosa il liberalismo non è altro che una dottrina economica, una dottrina economica e non politica, che fa del mercato auto-regolamentatore ogni paradigma della della vita sociale; questo significa che un piccolo imprenditore sarà sempre soggetto alle regole dettate dal più forte, come appare evidente nel caso delle multinazionali che dettano regole affinché il mercato sia di loro esclusiva competenza. Vi siete mai chiesti come mai piccoli commercianti non possano reggere il confronto con il mercato globalizzato ed in questo periodo chiudono?

Diego Fusaro

Viceversa Vox Italia trae la sua fonte di ispirazione da Diego Fusaro il suo ideologo, giovane brillante filosofo torinese tra i più acuti che si possano apprezzare nel ristretto mondo accademico italiano, il quale senza peli sulla lingua indaga ed analizza chirurgicamente i mali che affliggono i nostri tempi. Egli addita il liberalismo selvaggio, e con esso suo figlio il consumismo capitalistico, quale causa ultima del degrado della società odierna; non risparmia la destra liberale ne la sinistra libertaria di essere entrambe al servizio di chi è sopra e a scapito di chi è sotto, scoperchiando i meccanismi di asservimento di massa che rimangono oscuri a chi segue pedissequamente i media, siano essi i telegiornali che la carta stampata. Il suo avvertimento è: attenti l’informazione di massa non ammette vie alternative, essa è l’unica strada che vi indicano come possibile ed è quella che tracciano per voi; e con ciò anche solo il poter dubitare o proporre una soluzione diversa viene tacciato come inapplicabile, nel migliore dei casi, da chi detiene il monopolio dell’informazione.
Il dubbio socratico non fa più parte di questo mondo, voci fuori da coro non possono essere ammesse.
Nessuno ricorda “Citizen Kane”? Cioè “Quarto potere” di Orson Wells? E con esso l’influenza dei mass-media?
La soluzione che Fusaro auspica è un ritorno al primato della politica sull’economia attraverso un sovranismo ed un socialismo ri-modellato sui tempi attuali.
Il degenerare della odierna situazione, possiamo dire concordando con Fusaro, è dipeso dal passo indietro della politica sull’economia di mercato e, principalmente, sulla finanza poiché quest’ultima, come ricordava Francesco Vito, economista di primo piano, “è il lubrificante dell’economia e come ogni olio posto in un motore attenua l’attrito, rende più agevole il movimento”; fuor di metafora, questo lubrificante serve a far muovere l’economia, ma non è il combustibile, ne tanto meno il motore. Ed il motore, signori, è il lavoro, il lavoro dell’uomo che rende liberi. Ed il peggiore dei mali, che addirittura Dante nemmeno voleva all’inferno, è l’usura.
Qual’è allora lo strumento che Vox Italia indica per superare questo momento epocale? La Costituzione.
In sostanza il nuovo movimento si incardina in un percorso costituzionale ben preciso, seguendo una linea che è già tracciata dalla nostra massima espressione giuridica, ovvero la Costituzione repubblicana del 1948, ed in essa sembra voler prendere le mosse per un radicale cambiamento dei tempi bui che stiamo assistendo con un ritorno dell’homo faber fortunae suae.
Ad un ritorno dello Stato che sia presente e a tutela dei diritti dei suoi cittadini e delle sue imprese, che cessi di essere inerte innanzi alla svendita di tutto ciò che appartiene alla Repubblica, siano essi beni economici pubblici oppure imprese strategiche nazionali dalle quali dipende il benessere di tutti gli individui.
In essa, aggiungiamo noi, possiamo tranquillamente affermare che già vi risiedono tutti i capisaldi per una vera libertà degli individui e del lavoro ed allo stesso tempo dell’impresa privata: esempio ne sia l’articolo 42, baluardo posto a tutela della proprietà ma anche a tutela dei suoi abusi dati da chi si approfitta di “troppa proprietà”.
Ed è proprio attraverso la sua compiuta attuazione che si potrebbe ritrovare lo spirito che ha fatto grande il nostro Paese liberandolo di quelle forze che attendono solo di essere messe alla prova”.