Stadio Franchi, la Lega presenta un’interrogazione: “Verificare la concessione da 60 anni”

La Lega porta in Parlamento il futuro dello stadio Artemio Franchi di Firenze. I deputati Tiziana Nisini, Andrea Crippa, Andrea Barabotti ed Elisa Montemagni hanno presentato un’interrogazione ai ministri della Cultura, dello Sport e delle Infrastrutture chiedendo di verificare la correttezza della procedura che prevede la concessione dell’impianto per 60 anni a un soggetto privato.

Al centro dell’iniziativa parlamentare ci sono i lavori di riqualificazione dello storico stadio fiorentino, finanziati anche attraverso risorse pubbliche provenienti dal Piano nazionale complementare e da fondi collegati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Secondo i parlamentari della Lega, proprio la natura di questi finanziamenti impone particolari vincoli sull’utilizzo dell’impianto e sulla destinazione degli investimenti, che dovrebbero perseguire obiettivi di rigenerazione urbana nell’interesse della collettività, garantendo inclusione sociale, sostenibilità ambientale e la valorizzazione di un bene pubblico.

Nell’interrogazione si ricorda che, nel luglio 2026, durante l’esame del Programma triennale dei beni e dei servizi del Comune di Firenze, è comparsa una voce relativa alla concessione dei servizi di gestione dello stadio Artemio Franchi.

Secondo quanto riportato nel documento, la concessione avrebbe una durata di 720 mesi, pari a 60 anni, e un valore economico complessivo stimato superiore a 1,5 miliardi di euro nell’intero periodo.

La programmazione comunale prevede inoltre una procedura a evidenza pubblica, a seguito di una manifestazione di interesse, con un investimento privato stimato in circa 55 milioni di euro nel 2027, destinato al completamento dei lotti ancora da realizzare nell’impianto.

Per questo motivo i deputati chiedono al Governo di verificare se una concessione di così lunga durata sia pienamente compatibile con la normativa nazionale sui contratti pubblici, con la disciplina europea e con le regole che disciplinano l’utilizzo dei fondi collegati al Pnrr.

L’interrogazione è rivolta ai ministri della Cultura, dello Sport e delle Infrastrutture affinché venga chiarito se la procedura individuata dal Comune di Firenze rispetti tutti i presupposti giuridici previsti e se siano garantiti i principi di tutela dell’interesse pubblico connessi agli investimenti realizzati attraverso risorse statali ed europee.

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