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“Stairway to Heaven” sarebbe un plagio? Gli Spirit portano i Led Zeppelin in tribunale

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(di Stefania Bernacchia) – Mi interessa particolarmente da vicino la diatriba scaturita ormai anni or sono, ma comparsa su tutti i giornali da qualche giorno, fra gli Spirit e i Led Zeppelin a proposito di Stairway to heaven.

Sarà perché ho conosciuto questa canzone in età giovanile e da subito è diventata una delle colonne sonore della mia vita, sarà perchè in essa ritrovo la possibilità di avere sempre una seconda scelta (sì, ci sono due vie che puoi percorrere, ma alla lunga c’è sempre tempo per cambiare strada), sarà che più la ascolto e più apprezzo l’intensità dei suoni e la maestria dell’assolo di chitarra, fatto sta che ho sempre pensato ‘nessuno tocchi  ‘Stairway to heaven’! .

Ed ecco che invece arrivano gli Spirit a tirare giù il mio bel castello di carta. Ma su cosa si basa veramente la loro accusa? Sul fatto che vi siano grandi similitudini fra il loro brano ‘Taurus’ e quello di Jimmy Page che vanno oltre la semplice progressione cromatica discendente di quattro accordi.

La questione si accende e la storia finisce in tribunale; spetterà ad una giuria decidere l’esito finale di questa ardimentosa faccenda.

Dal canto mio, è possibile che i Led Zeppelin abbiano avuto l’ispirazione ascoltando Taurus, quello che resta unico però è il pathos che la canzone di Jimmy Page e Robert Plant emana, una scossa di corrente che nemmeno cento canzoni degli Spirit riuscirebbero mai a trasmettere.

1 comment

  1. Ulisse Di Bartolomei 20 Luglio, 2016 at 14:14

    Se avete intenzione di donare soldi a organizzazioni O.N.G. informatevi su ciò che di concreto fanno, poiché 99 su 100 dei donatori, hanno in mente il negretto affamato e piangente dalla pancia rigonfia, una immagine stereotipata e sfortunatamente reale, ma adeguata a gabellare intenti umanitari, che seppure vi stiano, sono politicamente viziati. La questione anomala O.N.G. consiste che è divenuto il metodo ideale delle militanze politiche, per farsi finanziare da tutti, anche dai “nemici”, proponendosi impegnate nella filantropia, ma poi condurre prioritariamente propaganda ideologica (marxista…) o finanziare attività di promozione politica. Questa tradizione si è avviata nel secondo dopoguerra perlopiù seguendo i gruppi mistici nel farsi passare “no profit”, in scopo di finanziarsi le spese di esercizio con donazioni, ma divenuto poi un modo per apparire eticamente meritevoli e incassare tanto ma soprattutto da tutti, anche quelli che se consci delle attività reali, si asterrebbero dal contribuirvi. Il pioniere dell’ “incassa e dimentica” fu probabilmente Sun Myung Moon, il santone coreano che facendosi legalizzare “no profit” dappertutto a suon di avvocati, riuscì a deviare alle sue aziende, centinaia di milioni di dollari. Questa epopea della truffa, la racconto nel mio libro “Sun Myung Moon e la Sindrome del Piccolo Dio” acquistabile su Amazon o scaricabile gratis qui http://lasindromedelpiccolodio.blogspot.it/

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