“Sono stata tenuta in ostaggio da due marocchini”: arrestato per sequestro di persona e rapina un 31enne, denunciato un coetaneo

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PISTOIA – Nei giorni scorsi la Squadra Mobile della Questura di Pistoia, all’esito di una breve ma intensa attività investigativa, ha sottoposto a fermo di polizia giudiziaria un cittadino marocchino e denunciato in stato di irreperibilità un suo complice, anche lui marocchino, poiché gravemente indiziati dei reati di sequestro di persona e rapina ai danni di una giovane donna di 21 anni. La persona fermata è A.L. di anni 31 e quella denunciata è E.C. anche lui della stessa età.

Questi sono i fatti:

Nel pomeriggio di domenica 12 novembre, presso il Commissariato “Porta Ticinese” di Milano, si presentava una donna per denunciare la scomparsa della sorella che, a suo dire, era tenuta in ostaggio da due marocchini suoi conoscenti in una località ignota. Denuncia successivamente confermata ed approfondita presso gli uffici della Squadra Mobile di Milano.

Una verifica immediata evidenziava che l’ultima cella impegnata dal telefono della giovane era situata in una zona prossima al centro del comune di Ponte Buggianese in provincia di Pistoia.

La denunciante forniva anche due utenze cellulari in uso agli uomini che a suo dire si trovavano con la sorella e che impegnavano celle anche queste situate in territori prossimi al comune di Ponte Buggianese. In sede di denuncia veniva fornita anche una descrizione dell’abitazione in cui la donna sarebbe stata tenuta in ostaggio, desunta da una videochiamata intercorsa tra lei e una sua amica di Milano. Venivano, inoltre, esibiti alcuni messaggi d’aiuto della ragazza inviati alla sorella e alla sua amica, corredati di un brevissimo filmato in cui la stessa appariva con il volto tumefatto a seguito delle percosse ricevute.

Appena venuta a conoscenza dei fatti la Squadra Mobile di Pistoia, di concerto con la competente A.G., già nella giornata del 13 novembre attivava una serie di attività tecniche grazie alle quali si poteva avere la conferma che sia la vittima che i suoi presunti sequestratori si trovavano nella zona di Ponte Buggianese.

Veniva pertanto posta in essere una pressante attività investigativa che si svolgeva senza soluzione di continuità anche attraverso capillari servizi sul territorio a seguito dei quali nel pomeriggio del 14, una pattuglia della Squadra Mobile perveniva al rintraccio della giovane parte offesa mentre stava percorrendo a piedi una strada periferica di Chiesina Uzzanese (PT) al fianco di uno dei suoi sequestratori. Quest’ultimo, nell’immediatezza, forniva delle generalità poi risultate false e durante le fasi di messa in sicurezza della giovane riusciva a darsi alla fuga a piedi nei campi circostanti.

A distanza di brevissimo tempo si perveniva all’individuazione dell’abitazione all’interno della quale la giovane era stata tenuta sequestrata, che era situata nel comune di Ponte Buggianese (PT). All’arrivo delle pattuglie, anche il secondo autore del reato tentava di scappare ma veniva bloccato e identificato compiutamente nel cittadino marocchino A.L, con a carico vari alias e con numerosi precedenti penali.

La perquisizione espletata all’interno dell’abitazione permetteva di rinvenire e sequestrare cose che andavano a confermare sia il racconto esposto dalla sorella della vittima nell’originaria denuncia resa presso il Commissariato di “Porta Ticinese” a Milano e sia quello reso nella denuncia poi formalizzata presso questi Uffici dalla stessa vittima.

Quest’ultima riferiva che, agli inizi del mese di novembre, aveva accettato l’invito rivoltole dai due marocchini per trascorrere un breve periodo di vacanza in Toscana. Anche in considerazione del fatto che li conosceva da epoca precedente e che nella decorsa primavera aveva avuto una breve storia sentimentale con il A.L. Nella serata di sabato 11 novembre era avvenuto un diverbio tra lei e i due uomini per motivi di gelosia, nel corso del quale era stata violentemente picchiata per tutta la notte, le erano stati sottratti il passaporto italiano, la somma di euro 40 e le era stato rotto in testa il suo cellulare. Da quel momento in poi i due uomini l’avevano costretta a rimanere presso l’abitazione nonostante la sua volontà di allontanarsene e al fine di non farla fuggire l’avevano tenuta costantemente in casa sorvegliata a vista in modo continuativo fino a quando nel pomeriggio di ieri non era uscita da casa con uno dei due sequestratori per recarsi a comprare dei generi alimentari di cui necessitavano e veniva quindi rintracciata da una delle pattuglie sul territorio.

All’esito dell’attività, il cittadino marocchino veniva sottoposto a fermo ex art. 384 C.P.P. per i reati di sequestro di persona e rapina e dopo le formalità di rito, associato presso la locale Casa Circondariale a disposizione della locale A.G.

La ragazza veniva accompagnata al Pronto Soccorso dell’ospedale di Pistoia dove le venivano riscontrate lesioni, dovute alle percosse subite, giudicate guaribili in giorni 15 s.c.

Nella giornata successiva del 15 novembre, ancora sulla scia delle indagini condotte in modo continuo e pressante successivamente al fermo di uno degli autori del reato, si perveniva all’identificazione del complice che nella fase del rintraccio della giovane sequestrata si era dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce.

Costui veniva identificato nel cittadino marocchino E.C., anche lui pluripregiudicato per reati concernenti gli stupefacenti e già espulso dal territorio nazionale. Attualmente lo stesso viene attivamente ricercato.

Anche il proprietario dell’immobile veniva denunciato per aver affittato l’appartamento a persone non munite di permesso di soggiorno valido.

L’intera attività investigativa è stata diretta e coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Pistoia, Dottor Claudio Curreli.

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