Stazzema, due nuove Archeovie tra natura e archeologia

“Con l’inaugurazione di Archeovia si apre un capitolo più sostanzioso, destinato a lasciare un segno sul territorio in termini di conoscenze e opportunità”. Con queste parole Anna Guidi, assessore alla cultura del comune di Stazzema, annuncia i due nuovi percorsi attrezzati che saranno inaugurati sabato 12 settembre alle 17 al palazzo della cultura di Cardoso. Un progetto al quale hanno preso parte Parco Regionale delle Apuane, Unione dei Comuni, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Università di Pisa, Orto Botanico di Pisa e le associazioni Archeovia Versilia, Raggi di Belen, cittadini di Cardoso Volegno e Pruno.

La prima archeovia, dallo stesso palazzo della cultura si sviluppa all’interno del borgo di Vallinventri, sfruttando la vecchia via di Cardoso, fra vicoli e una mulattiera e va a sfociare poco sotto la chiesa Santa Maria Assunta, nel ‘Giardino del Forato’, una piccola area pic-nic .

La seconda invece prende il via vicino il sito archeologico della Buca della Fate, sale verso la località Orzale e poi passando per Malpasso, nel bosco, arriva al Santuario di San Leonardo e Cava Casalina, per poi scendere di nuovo in paese fino al Giardino del Forato e al Palazzo della Cultura di Cardoso.

“Le Archeovie – spiega Deborah Giannessi, presidente dell’associazione ArcheoVersilia che ha curato il progetto – sono percorsi reali, pensati per essere vissuti direttamente sul territorio. L’idea è quella di offrire un’esperienza semplice tra cultura e natura, accessibile e alla portata di tutti. Per questo abbiamo realizzato due itinerari con caratteristiche diverse: uno più breve, all’interno del paese di Cardoso, che può essere percorso interamente oppure anche solo in alcuni tratti, pensato per famiglie, bambini e persone con disabilità motorie, e un secondo itinerario ad anello che si inoltra invece nei boschi”.

Il progetto nasce dalle numerose uscite effettuate da ArcheoVersilia a Cardoso per la ricerca delle incisioni rupestri e dalla progressiva consapevolezza della ricchezza del patrimonio presente in questa parte delle Apuane. “La volontà – sottolinea Giannessi – è stata quella di promuovere e condividere questa ricchezza, affinché possa essere conosciuta sempre meglio e, proprio per questo, maggiormente tutelata. Con queste iniziative si apre un nuovo capitolo nella ricerca scientifica avviata tre anni fa con le nostre prospezioni sul territorio e alla quale seguiranno presto scavi archeologici. Le Archeovie sono una piccola finestra sulle possibilità di valorizzazione di un patrimonio culturale e ambientale unico”.

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