Stazzema ricorda le vittime dell’alluvione in Versilia

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STAZZEMA – Stazzema ha ricordato oggi le vittime dell’alluvione in Versilia del 19 giugno 1996: allora furono 14 le vittime, tutte nel Paese di Cardoso in cui le campane alle ore 13,32 hanno suonato a lungo nel ricordo di coloro che non ci sono più. 14 vittime, di cui una Valeria Guidi, mai ritrovata. Il Comune di Stazzema ha ricordato questa giornata alla presenza del Capo del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, Fabrizio Curcio che ha voluto rendere omaggio ai luoghi della tragedia con una visita a Cardoso prima di partecipare alla Tavola rotonda dal titolo “Verso il 20°Anniversario – Costruire i territori con una coscienza di protezione civile”. Il Sindaco Maurizio Verona ha introdotto il tema ricordando il grande apporto di tutti in quei momenti di 19 anni fa e ricordando l’impegno di ogni giorno in tema di prevenzione. Presenti per i Comuni di Seravezza e Pietrasanta, il consigliere delegato Alex Pardini ed il vicesindaco Daniele Mazzoni. Nel corso della tavola rotonda il prof. Enio Paris dell’Università di Firenze e membro del Cerafri, il centro per la Prevenzione del rischio idrogeologico, ha sottolineato l’importanza della Prevenzione. E’ seguito l’intervento del Dirigente Protezione Civile Regione Toscana Dott. Antonino Melara, che ha ricordato Marco Fornaciari , dipendente regionale morto tragicamente durante l’ispezione sui luoghi colpiti, sottolineando l’esiguità delle risorse a disposizione in rapporto alle necessità e come sempre di più sia necessario fare scelte mirate. Le conclusioni sono state affidate a Capo Dipartimento Protezione Civile Nazionale, Dott. Fabrizio Curcio che ha sintetizzato: “La Protezione Civile sta mutando radicalmente. Lo scenario rispetto a 20 anni fa quando tutto era molto accentrato è radicalmente cambiato per il processo di devoluzione dei poteri verso i territori e il cambiamento dell’ambito decisionale verso i tecnici che oggi a differenza di un tempo firmano ad esempio, gli Stati di calamità. Ma vi sono scelte che restano essenzialmente politiche sulla base delle proposte dei tecnici. Ringrazio il Comune di Stazzema che continua dopo tanti anni a tenere viva la attenzione su questa tragedia: queste giornate hanno un senso, ed in questo caso lo hanno, se partendo dal ricordo si fa una riflessione sul piano nazionale fino al localE e si immaginano soluzioni ai problemi. La Protezione Civile nasce dalle persone e dal territorio. Chi parla di una protezione civile decontestualizzata dai territori e senza le persone non sa di cosa parla. La protezione civile parte dal cittadino, dai sindaci che hanno poteri specifici in materia. Per questo stiamo puntando molto su campagne di informazione per i cittadini”.
Nel pomeriggio si è svolta la consueta staffetta che dal Cinquale alla foce del Fiume Versilia ha condotto le fiaccole del ricordo sino a Pontestazzemese, da cui è partita una fiaccolata silenziosa per Cardoso e presso la Chiesa di Santa Maria Assunta si è svolta la Santa Messa in ricordo delle vittime. Dentro la chiesa è stato predisposto un tappeto di fiori con i nomi delle vittime.
“Abbiamo il dovere di ricordare i nostri morti”, commentano il Sindaco Maurizio Verona e l’assessore alla Protezione Civile Egidio Pelagatti, “ma soprattutto abbiamo un dovere di garantire la sicurezza a tutti coloro che hanno voluto rimanere in questi luoghi e nonostante la tragedia che si è consumata, hanno scelto di costruire qua il loro futuro. Il prossimo anno sarà il ventesimo anniversario e siamo già in attività per definire il programma delle celebrazioni e riportare a Pontestazzemese e nei luoghi dell’alluvione tutti coloro che hanno contribuito alla rinascita di questo territorio. Da quella tragedia nacquero la Pubblica Assistenza di Pontestazzemese che oggi conta moltissimi soci e che ha svolto missioni in tutto il mondo e il Cerafri Lav il Centro per lo studio del rischio idrogeologico che si trova a Retignano che ha contribuito allo studio dei fenomeni alluvionali, ovvero due importanti settori del sistema della Protezione Civile, la studio ed il volontariato”.

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