Strage dei Georgofili, confermato l’ergastolo per il boss della mafia Francesco Tagliavia

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FIRENZE – Ergastolo confermato per il boss della mafia Francesco Tagliavia, accusato di aver fornito l’esplosivo che ha provocato la strage in via dei Georgofili a Firenze, il 27 maggio 1993, uccidendo cinque persone e ferendone 40. Lo ha stabilito la seconda sezione penale della Cassazione nell’ambito del processo bis al termine della riserva stabilita dopo la camera di consiglio un mese fa.   Il 20 gennaio, il sostituto pg, Mario Pinelli, aveva sollecitato la conferma della sentenza emessa dalla Corte d’appello di Firenze il 24 febbraio 2016 che aveva condannato nuovamente Tagliavia all’ergastolo e all’isolamento diurno di un anno. E’ la seconda volta che il processo approda in Cassazione, dal momento che la stessa Suprema Corte aveva annullato con rinvio la prima sentenza d’appello per una valutazione degli elementi di prova a sostegno delle dichiarazioni dei pentiti Gaspare Spatuzza e Pietro Romeo che accusavano Tagliavia.

Cosa successe a Firenze 23 anni fa:

Firenze, primavera 1993. Nella notte tra il 26 e il 27 maggio un’autobomba esplose in via dei Georgofili, nei pressi della galleria degli Uffizi. L’esplosione provocò la morte di 5 persone: i 4 membri della famiglia Nencioni (Fabrizio Nencioni e Angela Fiume, di 39 e 36 anni, e le figlie Nadia e Caterina, 9 anni la prima e 2 mesi la seconda) e lo studente Dario Capolicchio (22 anni). Inoltre 48 persone rimasero ferite, alcune in maniera grave, mentre la celebre Torre dei Pulci, sede dell’Accademia dei Georgofili, rimase gravemente danneggiata. L’ordigno provocò un cratere enorme, tre metri di diametro per due di profondità, a causa dell’alto potenziale esplosivo, 200 chili di tritolo e pentrite. La mattinata successiva con due telefonate anonime all’Ansa di Firenze e Cagliari la «Falange Armata» rivendicava la strage.

( fonte Ansa )

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