È polemica a Viareggio a seguito della sentenza definitiva della Cassazione che ha visto le conferme delle condanne degli imputati per l’incidente ferroviario del 29 giugno 2009 nel quale morirono 32 persone.
Una sentenza definitiva data due giorni fa, il 25 giugno, sulle responsabilità penali degli imputati, tra cui l’ex presidente del gruppo Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, che furono accertate in via definitiva in un’altra sentenza della Cassazione, quella dell’8 gennaio 2021. Poi, prima Corte di Appello di Firenze e nuovamente Corte di Cassazione, hanno disquisito sulla applicazione delle attenuanti generiche nella misura di 1/9 anziché di 1/3 come avrebbero sperato gli imputati.
La mattina di oggi, 27 giugno, a due giorni dalla sentenza il gruppo di opposizione di centrosinistra in conferenza stampa ha detto di ritenere “doveroso che la sindaca esprimesse una posizione pubblica alla luce della sentenza definitiva sulla tragedia che ha colpito la nostra città diciassette anni fa”.
Quindi, nel pomeriggio di oggi, sulla pagina social del comune di Viareggio sono arrivate in merito le parole della neosindaca Sara Grilli – e presidente del tavolo della memoria –
“La strage del 29 giugno 2009 è una ferita che appartiene a tutta la nostra comunità. Di fronte a una tragedia che ha segnato per sempre la storia di Viareggio, credo che il ruolo di un sindaco richieda sobrietà, rispetto e senso delle istituzioni – ha scritto la sindaca – La sentenza della Corte di Cassazione chiude un percorso giudiziario lungo e complesso, durato diciassette anni che rende definitive le condanne. Per correttezza istituzionale ritengo doveroso leggere con attenzione gli atti, senza affidarmi a ricostruzioni parziali o ai commenti delle prime ore”.
Parole queste ultime che hanno scatenato un fiume di commenti sui social sotto al post.
“Prendiamo atto, con amarezza, delle parole della sindaca – dicono in una nota Partito Democratico, Fermi Mai, Spazio Progressista, Avs, Movimento 5 Stelle e Rinnovamenti – C’è voluta una conferenza stampa stamani dell’opposizione, perché dicesse qualcosa. E prendiamo atto di un fatto che non può passare inosservato: nel suo comunicato non riesce a dire una frase semplice e doverosa, quella che tutta la città aspettava di sentire. È stata fatta giustizia”.
“Ci dice che deve leggere le carte – proseguono – e già questo sottintende al fatto che non le abbia ancora mai lette, pur essendo la presidente della commissione ‘Tavolo della Memoria’. Ci dice che non vuole affidarsi ai commenti delle prime ore. Quasi che una sentenza definitiva della Corte di Cassazione non basti ancora per affermare con chiarezza la sussistenza di precise responsabilità. Lo diciamo noi, forte e chiaro, dando voce al sentimento di una comunità intera. Nessuno restituirà ai familiari e a Viareggio le 32 vite spezzate la notte del 29 giugno 2009. Nessuna sentenza potrà cancellare quel dolore. Ma, per ciò che uno Stato può e deve fare, è stata fatta giustizia. Le istituzioni hanno il dovere della sobrietà, certamente. Ma hanno anche il dovere della chiarezza. E la chiarezza, oggi, impone di dire senza esitazioni che la giustizia ha fatto il suo corso”.
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