Strage di Viareggio, il Pg della Cassazione chiede la conferma di tutte le condanne

Il procuratore generale della Corte di Cassazione ha chiesto il rigetto di tutti i ricorsi presentati dagli imputati e la conferma delle condanne pronunciate nel processo d’appello ter per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, il disastro che provocò la morte di 32 persone e il ferimento di oltre 130.

La richiesta riguarda tutti i dodici imputati, tra cui l’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana Mauro Moretti, condannato a cinque anni di reclusione dalla Corte d’Appello di Firenze. Se la Cassazione dovesse confermare definitivamente la sentenza, per Moretti si aprirebbe la concreta possibilità dell’esecuzione della pena detentiva.

Tra gli imputati figura anche l’ex amministratore delegato di Rfi Michele Mario Elia, condannato a quattro anni e due mesi, insieme ad altri ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e nella manutenzione del convoglio merci deragliato.

L’udienza davanti alla IV sezione penale della Suprema Corte rappresenta l’ultimo passaggio di una vicenda giudiziaria iniziata quasi diciassette anni fa. Il procedimento si è reso necessario dopo che la Cassazione, il 15 gennaio 2024, aveva confermato le responsabilità penali dei dodici imputati, annullando però la sentenza della Corte d’Appello di Firenze limitatamente alla misura della riduzione di pena concessa per le circostanze attenuanti generiche.

Successivamente, la Corte d’Appello di Firenze, chiamata a celebrare il cosiddetto processo d’appello ter, aveva stabilito che le attenuanti dovessero comportare una riduzione pari a un nono della pena, rendendo necessario un nuovo esame da parte della Cassazione.

La tragedia di Viareggio si consumò nella notte del 29 giugno 2009 quando un treno merci carico di Gpl deragliò nei pressi della stazione ferroviaria. La rottura di una cisterna provocò la fuoriuscita del gas che, una volta innescato, causò una devastante esplosione seguita da un incendio che investì le abitazioni circostanti. Il bilancio fu drammatico: 32 vittime, oltre 130 feriti e un intero quartiere devastato.

Nel corso dell’udienza è stato inoltre ricordato che la maggior parte dei soggetti danneggiati non è oggi costituita parte civile, anche perché negli anni sono già stati liquidati risarcimenti superiori a 77 milioni di euro a favore di oltre 530 persone fisiche e giuridiche.

Dopo la requisitoria del procuratore generale, la parola passa ora alla difesa degli imputati. La decisione della Corte di Cassazione è attesa al termine della discussione e metterà la parola fine a uno dei procedimenti giudiziari più lunghi e complessi della storia recente italiana.

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