Strage di Viareggio, migliaia al corteo per le 32 vittime

“Nonostante la pioggia siamo qua. L’uscita della sentenza ha cambiato tutto ma avremmo voluto dedicare questa commemorazione ai 10 immigrati morti nella strage visto che siamo in un periodo nel quale si parla di remigrazione e non è questo il mondo che vorremmo. Questa strage sbatte in faccia che le vittime del profitto sono tutte uguali”. Le parole di Daniela Rombi, presidente del Mondo che Vorrei, l’associazione dei familiari delle vittime dell’incidente ferroviario del 29 giugno, sono interrotte solo dagli applausi.

La pioggia, che si è levata verso la fine della prima commemorazione dopo 17 anni dall’incidente ferroviario del 2009 nella quale si ha una sentenza definitiva, non ha fatto desistere i manifestanti, accorsi in migliaia. Sono tanti infatti quelli che hanno accompagnato in un lungo e partecipato corteo i familiari dalla chiesina dei Pescatori in Darsena fino alla Casina dei Ricordi, dietro via Ponchielli, la zona dove 17 anni fa un treno che portava 14 cisterne contenenti gpl deragliò, col primo vagone cisterna che poi venne squarciato da un picchetto ferroviario presente lungo la linea.

Ci furono 32 morti e come questo 29 giugno, era un lunedì. Una serata maledetta dove tutti, viareggini e versiliesi, anche chi non c’era, si ricorda cosa stava facendo in quei momenti. Come accadde per l’11 settembre negli Stati Uniti. Fu l’inferno. Chi c’era si ricorda le urla, le fiamme, la paura, il dolore, un’aria caldissima che diventava sempre più tossica e che ti prendeva alla gola. Il rumore delle ambulanze, le sirene dei mezzi dei vigili del fuoco che arrivavano incessantemente da mezza Italia. I pianti e le morti. Dopo i 13 morti delle prime ore, a fine anno se ne conteranno 32 oltre a numerosi feriti.

“Il 29 giugno è una data scolpita nella mia memoria, nella memoria dei viareggini e di gran parte dei cittadini della provincia di Lucca – commenta il presidente della provincia di Lucca, Marcello Pierucci – La Provincia è sempre stata vicina alle famiglie delle vittime e si è subito costituita parte civile nel lungo processo apertosi nel 2013 e che si è concluso pochi giorni fa con la sentenza definitiva della Cassazione che ha rigettato i ricorsi presentati dagli imputati con la conferma definitiva delle condanne degli imputati decisa dalla suprema corte. Come amministrazione provinciale siamo sempre stati dalla parte di chi nulla ha potuto contro un disastro che si sarebbe potuto evitare, che si sarebbe dovuto evitare”.

Durante la giornata c’erano stati ricordi sia sui social che azioni come quella dei bagnini del bagno 90 Minuto a Focette che hanno disegnato un enorme cuore sulla spiaggia con 32 fiori a ricordare ogni vittima. Poi il corteo, passato dalla Passeggiata e arrivato, tramite via Burlamacchi, alla prima sosta davanti alla Croce Verde dove è stato reso omaggio all’aiuola commemorativa davanti alla sede dell’associazione.

Quindi l’arrivo alla Casina dei Ricordi e, dopo l’intervento di Rombi, la lettura dei nomi delle 32 vittime. Aziza Aboutalib, Hamza Ayad, Iman Ayad, Mohammed Ayad, Federico Battistini, Nadia Bernacchi, Claudio Bonuccelli, Abdellatif Boumalhaf, Nouredine Boumalhaf, Roberta Calzoni, Rosario Campo, Maria Luisa Carmazzi, Magdalena Cruz Ruiz Oliva, Andrea Falorni, Alessandro Farnocchia, Antonio Farnocchia, Marina Galano, Ana Habic, Elena Iacopini, Mauro Iacopini, Stefania Maccioni, Ilaria Mazzoni, Michela Mazzoni, Emanuela Menichetti, Emanuela Milazzo, Angela Monelli, Rachid Moussafar, Sara Orsi, Lorenzo Piagentini, Luca Piagentini, Mario Pucci ed Elisabeth Silva.

Nomi ‘interrotti’ solo dal fischio dei treni che tutto il giorno hanno incessantemente salutato la città e le persone che non ci sono più, ogni volta che arrivavano in stazione. Trentadue persone che, anche se non ci sono più, vivono nella memoria della città.


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