Strippoli in Appello: pena ridotta e annullati provvisionale e interdizione dai pubblici uffici

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Pena ridotta al minimo, cinque mesi e 10 giorni, per Vincenzo Strippoli. Questa la sentenza di questa mattina difronte alla seconda sezione della Corte d’Appelo di Firenze. I giudici di secondo grado hanno poi annullato sia l’interdizione dai pubblici uffici che la provvisionale nei confronti dell’amministrazione comunale inflitte in primo grado. “Faremo ricorso in Cassazione – fa sapere l’ex comandante dei Vigili Urbani di Viareggio, oggi dirigente comunale al Sociale -, a Firenze i giudici di secondo grado hanno riconosciuto come opportuna l’azione amministrativa svolta in quel frangente, sono stato punito per un presunto falso nella relazione”. “La Corte di Appello di Firenze, presieduta dal dottor Francesco Nencini, ha ampiamente riveduto la condanna, da me ricevuta in primo grado presso il Tribunale di Lucca, per l’accusa di falso ideologico relativamente alla vicenda dei veicoli della polizia municipale acquistati con procedura in somma urgenza a seguito del disastro ferroviario del 2009 – aggiunge – “In sostanza, mentre in primo grado erano stati comminati un anno di reclusione, con un anno di interdizione dai pubblici uffici e euro ventimila di provvisorio risarcimento al Comune di Viareggio, la sentenza di appello dispone cinque mesi e dieci giorni di reclusione (abbondantemente inferiori al minimo edittale) e annulla sia l’interdizione dai pubblici uffici che il risarcimento a favore del Comune. Pur dovendosi ancora attendere le motivazioni della decisione, si evidenzia quanto dichiarato in udienza sia dal Procuratore Generale sia dal Presidente della Corte, ossia che il ricorso all’acquisto in somma urgenza è stata un’operazione “opportuna”, dati sia la gravità del disastro ferroviario che la vetustà del parco veicoli della Polizia Municipale. Risulta lievemente punita un’ipotesi di falsità in atti che solo il deposito delle motivazioni consentirà di individuare per portarla ad oggetto di un futuro ricorso alla Corte di Cassazione. Il fatto che non vi siano altre imputazioni ribadisce quanto totalmente falsa risulta (ma risultava chiaramente falsa a chi avesse letto attentamente i miei atti) l’affermazione che l’acquisto dei veicoli dovesse essere finanziato con i fondi destinati alle vittime del disastro ferroviario. Di tutto questo teorema giudiziario innescato da una lettera anonima alla Procura della Repubblica (perché chi mi ha denunciato non ha avuto il coraggio di mettere il suo nome) non rimane più alcuna ipotesi di reato.  Il respingimento delle richieste di risarcimento del Comune di Viareggio dimostra che la vicenda non ha portato alcun danno alla comunità viareggina. Piuttosto, un danno erariale si configura nelle spese legali derivanti da questa avventata costituzione di parte civile  Rimangono invece i veicoli che io ho acquistato per tutelare la sicurezza dei lavoratori della polizia municipale e per dare un efficiente aiuto ad una città gravemente ferita dagli eventi di quella tragica notte del 29 giugno. Io c’ero e ho vissuto ogni attimo successivo a quella maledetta esplosione, e con i miei uomini e donne della polizia municipale e della protezione civile comunale ho dato il massimo del mio impegno, mentre altri si davano da fare per buttare fango sulla mia onorabilità”.

Strippoli era stato condannato in primo grado al Tribunale di Lucca con una  condanna  di un anno  di reclusione, all’interdizione dai pubblici uffici e al pagamento di 20mila euro a favore del Comune per fatti avvenuti quando lo stesso era comandante della Polizia Municipale,  relativi all’acquisto di mezzi per i vigili urbani subito dopo la strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Un acquisto di auto e moto per 236 mila euro, per il quale indagò la Guardia di Finanza direttta dall’allora comandante Pasquale Arena il motivo per il quale Strippoli era finito alla sbarra, e che provocò, all’epoca, una querelle politica tra opposizione e maggioranza targata Lunardini. Belle, fiammanti, addirittura con la targa personalizzata dalla scritta Polizia Locale, le nuove auto dei Vigili Urbani arrivavarono nel settembre 2010. E il fatto non era passato inosservato a nessuno, meno che mai ai capogruppo consiliari dell’opposizione Miliziade Caprili e Antonio Batistini, che erano rimasti alla notizia che il Sindaco aveva ritirato l’autorizzazione all’acquisto di queste automobili, acquisto che sarebbe stato impudicamente imputato alle risorse messe a disposizione dopo la strage del 29 giugno. L’ordinanza 54 del 5 luglio 2010, quella per l’acquisto dei mezzi della Polizia Municipale, alla quale fece seguito il 27 dello stesso mese una determina firmata da Vincenzo Strippoli per un un acquisto complessivo di auto e moto per oltre 236mila euro, fu revocata il 4 agosto. Nell’ordinanza Lunardini dava mandato di procedere agli acquisti motivando l’esigenza del rinnovo del parco mezzi con il fatto che “ il continuo impiego, in condizioni di difficoltà di circolazione e nell’intero arco delle 24 ore per un’intera settimana degli autoveicoli e dei motoveicoli in dotazione al corpo di polizia municipale, collegato alle esigenze continue di intervento prodotte dall’evento catastrofico del 29 giugno, ne ha prodotto un accentuato e avanzato stato di consumo ed usura”. Il 4 agosto, quando la notizia dell’arrivo di Claudio Martini come commissario ad acta era ormai vox populi vox dei, l’ordinanza de quo veniva revocata, con la motivazione che era stata “assunta sulla base di effettive esigenze di integrazione e rinnovo del parco automezzi e che tali esigenze preesistevano all’evento catastrofico e in quanto tali avevano formato oggetto di apposita previsione di spesa nel bilancio comunale”. Ergo il comune avrebbe dovuto procedere, “mediante ricorso ad autonoma ed urgente determinazione dirigenziale e relativi provvedimenti”. Fatto sta che le auto erano arrivate, e di atti nuovi non ce ne furono, cosi come confermato dal direttore generale. “L’esigenza della fornitura era già stata oggetto di un accordo stipulato dall’Amministrazione comunale con le parti sindacali il 10 giugno – si leggeva all’epoca in una nota a firma del Comandante dei Vigili Urbani. “ Prendendo atto dello stato di pericolosità per i dipendenti di 6 autoveicoli e di 8 motocicli in avanzato stato di usura si era concordato il rinnovo del parco macchine della Polizia municipale in parte nel 2009, con stanziamento di 100mila euro nel bilancio comunale, in parte nel 2010,per la restante parte”. Per tutelare la sicurezza dei lavoratori, insomma. “Tuttavia è accaduto che l’intenso utilizzo dei veicoli della Polizia municipale in occasione della fase di emergenza dovuta al disastro ferroviario del 29 giugno 2009, utilizzo per 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, da parte di tutti gli attuali 102 componenti la Polizia municipale, ha accelerato ed aggravato la situazione di malfunzionamento dei veicoli – aveva affermato Strippoli – e il Comando di Polizia Municipale aveva quindi sottoposto il proprio parco macchine alla verifica di un meccanico specializzato, il quale, con dichiarazione firmata, aveva attestato che i mezzi ‘si trovano in cattivo stato di conservazione e pertanto non in grado di svolgere i compiti di istituto in perfetta efficienza e pertanto si consiglia il loro rinnovo’”. L’ordinanza di revoca del sindaco , secondo quanto scritto da Strippoli nel comunicato – “ ha confermato gli atti sino ad allora assunti dal Comandante della Polizia municipale. Infatti, in data 7 agosto 2009, tutti i veicoli ordinati il 28 luglio 2009 sono stati consegnati al Comando di Polizia municipale e sono poi stati inviati per il loro allestimento”. Dal caso politico al caso giudiziario, poi, il passo fu breve.

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