Il giudice ha ricostruito la cronologia dei fatti accaduti tra la notte fra il 6 il 7 settembre 2017 e smonta le “dicerie” sul fatto che le ragazze avessero una possibile assicurazione contro episodi di violenza. “Di tale diceria vi è traccia negli interrogatori degli imputati, ma anche nelle conversazioni telefoniche sulle utenze dei militari – spiega il gip – ebbene, prodotti agli atti i contratti di assicurazione, in nessuno di essi vi è una sola clausola che faccia riferimento a risarcimenti per violenze sessuali subite.