Suicidio assistito, Cappato e Welby in tribunale

Massa- “Il Parlamento, già da tre mesi, ha avuto un termine dalla Corte costituzionale per poter fare una legge che eviti alle persone nelle condizioni di Davide Trentini di affrontare l’esilio della morte per mettere fine alla propria sofferenza. Non ha fatto nulla: non c’è stato un minuto di discussione, non c’è stato un atto formale dei presidenti delle Camere, del Presidente del Consiglio, di nessuna autorità istituzionale, per far sì che alla richiesta della Corte ci sia una risposta”. Esordisce così Marco Cappato, leader dell’Associazione Luca Coscioni, uscendo dal tribunale di Massa dopo l’udienza del processo che lo vede imputato insieme a Mina Welby di istigazione e aiuto al suicidio.

Cappato e Welby si autodenunciarono per la morte di Trentini, il 53enne malato di Sla dal 1993 deceduto in una clinica svizzera il 13 aprile 2017. Oggi i due hanno parlato di fronte ai giudici di Massa, i quali hanno deciso di rinviare la prossima udienza del processo all’11 novembre 2019 in attesa o di una legge del Parlamento o la decisione della Corte Costituzionale.