Susanna Ceccardi in Lunigiana: “I piccoli comuni devono tornare al centro dell’agenda politica regionale”

“C’è qualcuno che considera la Lunigiana una sorta di appendice della Toscana. Il governatore Rossi non più tardi di qualche mese fa, in piena emergenza covid, ha definito questo territorio *“quelle terre lassù”* “la zona della Toscana al confine con l’Emilia Romagna” questo lapsus rivela pienamente la scarsa attenzione che i nostri amministratori regionali hanno avuto per la Lunigiana.
La gestione del potere in questi ultimi venti anni, con la sua logica accentratrice, sta lentamente depauperando i comuni del territorio di servizi essenziali, di infrastrutture, di presidi sanitari. Dobbiamo invertire la rotta. *I piccoli comuni devono* tornare al centro dell’agenda politica regionale.
Lo scrive in una nota l’europarlamentare della lega e candidata alla presidenza della regione Toscana, Susanna Ceccardi, al termine di un appuntamento elettorale tenutosi a Licciana Nardi.

“Alla fine di una giornata molto impegnativa nella provincia di Massa Carrara -dichiara Susanna Ceccardi-, ho avuto modo di confrontarmi con i sindaci e gli amministratori locali di tanti comuni lunigianesi. Ho ascoltato e raccolto il loro grido di allarme, perché sono tanti gli interventi necessari per far sì che questo territorio continui ad essere attrattivo. Il caso del ponte di Albiano Magra ha dimostrato come il territorio necessiti di una revisione completa del sistema infrastrutturale, fondamentale non soltanto per i residenti, ma anche per i flussi turistici e per le imprese che qui vogliono investire.
Altro nodo fondamentale sono i servizi essenziali, che stanno scomparendo, soprattutto nei piccoli centri abitati, e i presidi sanitari locali che devono essere implementati e non smantellati come ha fatto l’assessore Saccardi. La sanità lunigianese ha subito un progressivo smantellamento determinato dal buco di 420 milioni all’ex Asl 1 di Massa Carrara, ma anche da scelte disastrose come la chiusura del punto nascita di Pontremoli. Non da ultimo c’è la messa in sicurezza dal punto di vista della sensibilità idrogeologica di un territorio morfologicamente davvero complesso”

“Qui, in mezzo a questi borghi storici, tra antichi castelli e fortezze, si cela un patrimonio storico e culturale di notevole importanza che la regione deve sostenere con tutta la sua forza -conclude Ceccardi-. Qui si respira non solo la Storia, ma anche l’attaccamento al territorio, alle tradizioni, alla comunità, e dobbiamo fare il possibile per evitare il calo demografico o l’abbandono del territorio perché non più attrattivo a causa della mancanza di servizi essenziali. Quanto fatto fino a questo momento dalla regione non è stato affatto sufficiente. La Regione non ha mai investito in un progetto di ampio respiro, ma solo speso qualche spicciolo che non ha prodotto nessun risultato: bisogna aiutare la montagna attraverso politiche di defiscalizzazione che diano di nuovo coraggio e speranza e soprattutto una visione sul futuro di questo territorio”.