Taglia il collo del cane per rimuovere il microchip: giudice dispone il sequestro

Un cane maltrattato è stato sequestrato d’urgenza dal pubblico ministero per evitare che continuasse a subire sevizie. L’animale è un giovane esemplare di bouledogue francese. Con l’accusa di maltrattamento di animali la pm Christine Von Borries ha indagato un cittadino di origine cinese di 32 anni, residente a Campi Bisenzio e ha chiesto e ottenuto il sequestro del cane. La giudice Agnese Di Girolamo, nel convalidarlo, ha scritto che considera la disinvoltura nel sostituire il microchip e l’incertezza sulla proprietà del cane, che non è dell’indagato ma è formalmente intestato a un algerino residente in Campania, e i cui documenti sono di dubbia veridicità, potrebbero indurre l’uomo “a disfarsene”. L’uomo avrebbe dichiarato di aver avuto il bouledogue da una connazionale. Quest’ultima, sentita dagli investigatori, avrebbe fornito una versione diversa, dicendo di aver accompagnato il 32enne all’aeroporto di Roma Ciampino, dove lui avrebbe ricevuto il cane da una persona appena sbarcata.

L’indagine della procura di Firenze è nata da una segnalazione delle guardie zoofile, avvertite da una residente che aveva avanzato dubbi su come alcuni cani venivano accuditi in un capannone di Campi Bisenzio. Durante il primo accertamento del 13 ottobre le guardie zoofile trovarono anche il bulldog francese, riscontrando che aveva un microchip che però non era riconosciuto o valido in Italia. Pochi giorni dopo, il 25 novembre, una nuova visita. Le guardie riscontrarono però che il microchip impiantato era diverso, in quanto aveva un diverso codice numerico. La procura contesta all’uomo di aver “con crudeltà e senza necessità” cagionato al cane maschio una lesione per avergli prima tolto il microchip incidendo la cute del cane con un intervento chirurgico per poi impiantargli un nuovo microchip. Sempre per la procura l’uomo avrebbe poi mostrato alla polizia giudiziaria un certificato di iscrizione all’anagrafe canina ideologicamente falso nel quale si diceva che il microchip era stato impiantanto nel settembre 2017. All’uomo la procura contesta anche di aver tagliato la coda al cane con un intervento di caudotomia per meri motivi estetici, pratica vietata in Italia dal 2011.