Il Tribunale amministrativo respinge il ricorso presentato dopo le Regionali: esclusa l’assegnazione dei voti alla sola candidata presidente. Annunciato l’appello al Consiglio di Stato.
Niente da fare per Toscana Rossa, il gruppo politico che si era presentato alle ultime Regionali candidando Antonella Bundu. Il Tar della Toscana ha rigettato il ricorso presentato dopo l’esclusione dal Consiglio regionale.
Bundu aveva superato la soglia del 5%, ma non altrettanto aveva fatto la lista che la sosteneva — composta da Rifondazione, Potere al Popolo e Possibile. Per questo motivo era rimasta fuori dal Consiglio regionale ed era stato presentato ricorso al Tar, che ora ha respinto l’istanza.
Il ricorso si basava sull’assegnazione alla lista anche dei voti espressi alla sola candidata presidente, circa 11mila preferenze. Un’assegnazione che avrebbe consentito a Bundu di entrare in Consiglio.
“Aspettiamo le motivazioni e rilanceremo. Non è stato dichiarato inammissibile. Procederemo a sollevare la questione ai livelli superiori”, fa sapere la stessa Antonella Bundu, annunciando quindi il passaggio in appello al Consiglio di Stato.
“Nel ringraziare nuovamente tutte le persone che ci hanno accompagnato fino a qui prendiamo atto con dispiacere della decisione del Tar della Toscana di rigettare il nostro ricorso. Attendiamo di leggere le motivazioni per ogni ulteriore considerazione – spiega – sapendo che andremo avanti ai livelli successivi, perché è evidente che c’è una stortura nella legge elettorale su cui si era annunciato di mettere mano, senza che poi nessuna azione sia avvenuta da parte dell’attuale maggioranza del Consiglio regionale”.
“Non è ovviamente finita qui e sapremo far valere le nostre ragioni nei prossimi passaggi, ricordando che il problema principale è politico. Un bipolarismo forzato che ogni giorno prova a ignorare le lotte di cui siamo parte. Lo sappiamo, le regole vengono scritte per neutralizzare i conflitti. Non lo permetteremo”.
La vicenda resta quindi aperta sul piano giudiziario, con l’appello che sarà discusso nei prossimi mesi davanti al Consiglio di Stato.
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