L’assemblea dei sindaci dell’Ato Toscana Centro ha approvato il Piano economico finanziario (Pef) 2026-2029, dando il via libera al quadro dei costi del servizio di gestione dei rifiuti per i Comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia. Il documento consente ora alle amministrazioni comunali di definire e approvare le nuove tariffe Tari entro il 31 luglio.
Il Pef è stato approvato con 46 voti favorevoli, due astensioni e 13 contrari. Il voto è stato determinato anche dal peso dei Comuni più popolosi, tra cui Firenze, Prato e Pistoia, che si sono espressi a favore.
L’approvazione comporterà nuovi aumenti della Tari, in continuità con gli ultimi anni, per coprire l’incremento dei costi del servizio. Secondo le stime riportate nel piano, a Firenze l’aumento previsto per le utenze domestiche è intorno al 6%, mentre per attività commerciali, bar, ristoranti e uffici si attesta intorno al 3,2%. Incrementi analoghi sono attesi anche a Prato.
Nel corso dell’assemblea è stato inoltre approvato lo scenario che prevede il revamping dell’impianto di Montale, con il potenziamento e il raddoppio della capacità dell’impianto, intervento che dovrà essere inserito nel nuovo Piano d’ambito previsto dopo l’estate. La proposta ha ottenuto il via libera con il voto favorevole dell’89% dell’assemblea.
I sindaci hanno anche acceso i riflettori sul rapporto tra tariffe e investimenti. Su proposta del Comune di Prato è stato approvato un emendamento che invita a valutare una maggiore equità nella distribuzione dei costi rispetto agli investimenti effettuati nei diversi territori. Il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, ha sottolineato la necessità di lavorare per contenere il più possibile il costo della Tari, rendendola sostenibile per cittadini e amministrazioni locali.
L’approvazione del Pef arriva in una fase delicata per il sistema dei rifiuti della Toscana centrale. I costi complessivi del servizio sono infatti passati da 388 milioni di euro nel 2023 a 437 milioni nel 2025, con un incremento del 12,6% in due anni. Saranno ora i singoli Consigli comunali a tradurre questi valori nelle nuove tariffe che cittadini e imprese dovranno pagare.



