Tariffe scolastice e ricorso al Tar vinto, le precisazioni del legale

VIAREGGI – A seguito delle notizie uscite sulla stampa locale che commentano le motivazioni delle sentenze di merito dei due ricorsi TAR promossi dal Comitato Viareggio Unita per il Diritto all’Istruzione, queta la nota di precisazione redatta dall’avvocato Elisa Vannucci Zauli che ha rappresentato i genitori del VUDI nei ricorsi.

“Le due sentenze del TAR non brillano senz’altro per chiarezza delle motivazioni, ma il loro contenuto dispositivo è tuttavia indubbio: in entrambe si legge infatti che il TAR “annulla in parte qua la deliberazione impugnata” , dove l’inciso “in parte qua”, sta semplicemente a significare che viene annullata solo la parte della delibera che è stata impugnata, ovvero, in un caso la parte relativa alle tariffe del nido e, nell’altro, la parte relativa alle tariffe della mensa.

Di talché, ad esempio, la stessa delibera resterà vigente per le tariffe dello scuolabus e degli altri servizi ivi contemplati.

Ma per le parti inerenti le tariffe dei nidi e delle mense, la delibera n.12 del 31.10.2014, dalla data della pubblicazione della sentenza, dovrà ritenersi cancellata dall’ordinamento giuridico, esattamente come se non fosse mai esistita. E ciò nella sua interezza, e non per la sola parte inerente la clausola di immediata esecutività, e di questo dà atto anche il Quotidiano La Nazione laddove scrive “comunque la delibera è stata annullata in toto, e quindi non ha efficacia nemmeno dal 18 maggio in poi”.

Infatti, per avere tale effetto, il Tar avrebbe dovuto riportare dopo il PQM la precisazione che la delibera impugnata veniva annullata SOLO PER LA PARTE AFFERENTE ALLA CLAUSOLA DI IMMEDIATA ESECUTIVITA’ o, quantomeno, NEI LIMITI DI CUI IN MOTIVAZIONE, precisazione che invece manca.

Senza contare poi che, se il TAR avesse realmente inteso limitare l’annullamento della parte della delibera afferente le tariffe di nidi e mensa alla sola clausola di immediata esecutività, allora non avrebbe potuto dichiarare “assorbiti” gli ulteriori motivi di ricorso (come invece ha fatto), ma avrebbe dovuto esaminarli singolarmente per verificare se essi avrebbero invece potuto condurre all’integrale annullamento delle due parti della delibera.

Se è vero, come è vero, quanto precede, ciò che non è condivisibile, sono le conclusioni cui giunge la Nazione.

Infatti, a fronte dell’annullamento integrale di tali parti della delibera, il Comune non avrà assolutamente l’obbligo di reiterare la delibera per i due servizi scolastici, col rincaro previsto dal dissesto, ma avrà anzi la libertà di approvare una nuova delibera in materia di tariffe dei nidi e della mensa, ormai a decorrere dall’a.s. 2016/2017 per non incorrere nello stesso vizio di violazione dell’affidamento per il presente a.s. già avviato.

Nel dubbio, il Comune avrà comunque la possibilità di chiedere chiarimenti al Tar ai sensi dell’art. 112, comma 5 del Codice del Processo Amministrativo.

Per completezza, e fermo quanto sopra esposto, ci tengo a precisare che, anche qualora la delibera dovesse ritenersi annullata solo nella parte contenente la clausola di immediata esecutività degli aumenti, rimarrebbero comunque salve le rette dell’a.s. 2014/2015 e non solo.

Infatti, in tal caso, la delibera riacquisterebbe efficacia, ai sensi dell’art. 251 TUEL, dal primo anno in cui è approvata l’ipotesi di Bilancio Stabilmente riequilibrato di cui all’art. 259 TUEL.

Ebbene, se è vero che il Comune ha approvato tale documento con la delibera comunale n. 77 del 18/05/2015, è altrettanto vero che esso non sarà comunque efficace fintanto che non interverrà l’approvazione ministeriale di cui all’art. 261 TUEL, che ad oggi non risulta ancora essere intervenuta.

Pertanto, al momento non ricorrerebbero comunque le condizioni per conferire efficacia alla delibera n. 12/2014 impugnata. E, in ogni caso, anche al momento in cui tali condizioni dovessero intervenire, esse non potrebbero avere efficacia retroattiva: non solo perché così ha espressamente dichiarato il TAR nelle sentenze, ma anche perché in tal modo (si pensi al caso che gli aumenti vengano fatti decorrere dal gennaio 2015) si concretizzerebbe nuovamente quella modifica delle tariffe in corso di anno scolastico che le stesse sentenze hanno dichiarato illegittima (per violazione dell’affidamento) nella prima motivazione.”

Dato quanto espresso dall’avvocato Vannucci Zauli, il Comitato Viareggio Unita per il Diritto all’Istruzione ribadisce la propria soddisfazione per entrambe le sentenze che sanciscono, oltre un risparmio effettivo per le famiglie, una vittoria della partecipazione civica di un nutrito gruppo di cittadini formatosi in modo spontaneo e senza colori politici per difendere i propri diritti.

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