Lotta alle fake news: il fondatore di Wikipedia lancia Wikitribune, giornale anti-bufale sul web

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Roma (di Alba Modugno) – E’ tempo di lotta alle fake news che circolano sul web: dopo Google, Twitter e Facebook, anche il co-fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, è pronto a contribuire alla causa e lo fa lanciando WikiTribune, il primo giornale online con notizie certificate.

L’idea di Wales, nata a sua detta dalla constatazione che la qualità dei media e dell’informazione è “diminuita in molte aree”, è quella di mettere insieme giornalisti professionisti  e lettori, per creare i contenuti della nuova piattaforma, ovvero storie e notizie dalla veridicità garantita.

Ad assicurare l’inattaccabilità di quanto pubblicato sarà il tipico modello “wiki” sul quale il sito si impronterà, sebbene distinto da Wikipedia, Wikimedia Foundation e WikiNews.

La strategia è infatti la medesima e prevede che i donatori, i quali sosterranno il progetto con un contributo monetario di 15 dollari al mese (praticamente un abbonamento), potranno anche suggerire argomenti da pubblicare, nonché esaminare la correttezza delle pubblicazioni e intervenire, sempre sotto approvazione però di membri dello staff ovvero sotto fact-checking.

“Wikitribune è il sito di notizie della gente e per la gente”: così lo ha descritto Wales, il quale ha spiegato che “questa sarà la prima volta che i giornalisti professionisti e i contributori lavoreranno affiancati mentre stanno scrivendo le storie mentre accadono” e che vi sarà “una comunità che controlla e riesamina tutti i fatti.”

Si tratta dunque di un sistema molto simile a quello utilizzato per la creazione ed il costante aggiornamento delle pagine di Wikipedia, e lo è anche dal punto di vista economico: il finanziamento di WikiTribune,  pensata come un’organizzazione no-profit e come una piazza gratuita per chiunque voglia consultarla, consisterà solo nelle donazioni dei sostenitori e non vi sarà alcuna pubblicità.

Attualmente il progetto del portale, che sarà attivo e accessibile entro l’estate, è in fase di crowdfunding e l’obiettivo è assumere dieci giornalisti professionisti: in soli due giorni a contribuire alla campagna sono state 5400 persone e si stima che il ricavato basti già a pagare due giornalisti.

Una volta decollata, inoltre l’iniziativa prevede che in allegato agli articoli o, per meglio dire, alle storie giornalistiche, siano posti altri elementi utili a verificare la veridicità dei fatti, come registrazioni video e audio delle interviste oppure link a trascrizioni integrali.

Questo è dunque, nel complesso, l’approccio che il co-fondatore di Wikipedia ha scelto per combattere una delle questioni più discusse ultimamente, ossia quella delle cosiddette bufale, tanto diffuse e riguardanti i temi più disparati.

Il contributo di Wales va tuttavia anche oltre e si pone come una denuncia nei confronti dell’impostazione che il mondo dell’informazione ha assunto: “Penso ci sia un problema se i nostri modelli di giornalismo prevedono che dei miliardari finanzino i progetti” ha affermato.

Di contro, parole di sfiducia nei confronti del progetto ambizioso sono giunte da alcuni critici, secondo i quali quest’ultimo si scontra con difficoltà che riguardano già Wikipedia.

Ulteriori critiche sono arrivate da parte di chi pensa che i nuovi canali di distribuzione come i social, nonché particolari modelli di finanziamento che ad oggi gli operatori del settore dell’informazione adottano, potrebbero lasciare WikiTribune in una condizione di svantaggio.

L’ideatore ha però già risposto con la fiducia nel passaparola: “le persone parlano – ha dichiarato – e Wikipedia non ha mai pagato un penny di pubblicità, eppure rimane uno dei portali più popolari al mondo”.

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