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Tensione al porto di Livorno: attivisti occupano il ponte mobile contro il transito di armi

Quello di oggi è stato un sabato di tensione per il porto di Livorno, alle prime luci dell’alba infatti un gruppo di manifestanti ha messo in atto un’azione di protesta occupando il ponte mobile all’altezza di viale Mogadiscio. L’obiettivo del blocco era quello di impedire l’accesso alla Darsena Toscana, cos da ostacolare il transito di una nave in particolare, ovvero la Freeberg.
Secondo quanto riferito dagli attivisti infatti la Freeberg sarebbe stata impegnata nel trasporto di materiale bellico proveniente dalla vicina base statunitense di Camp Darby. La segnalazione del passaggio del carico ha fatto scattare immediatamente la mobilitazione delle sigle della sinistra antagonista e del sindacalismo di base, da tempo impegnate nel monitoraggio dei traffici di armi all’interno dello scalo labronico. Al presidio hanno partecipato rappresentanti di: Usb Livorno, Gap (Gruppo Autonomo Portuali), Ex Caserma Occupata, Potere al Popolo e Scuola di Carta.
L’occupazione del ponte, snodo vitale per l’operatività dello scalo specie a seguito del guasto al ponte mobile che collega la Fi-Pi-Li alla Darsena Toscana, ha causato l’immediato intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono giunte due camionette del Reparto Mobile della Polizia, incaricate di ripristinare la viabilità e consentire il regolare svolgimento delle attività portuali.
Le operazioni di sgombero si sono svolte in un clima di forte tensione. Alcuni momenti della mattinata sono stati filmati dagli stessi manifestanti e successivamente diffusi sui canali social del sindacato Usb, scatenando un rapido dibattito online sulla legittimità della protesta e sulle modalità dell’intervento delle autorità.
Gli attivisti ribadiscono la loro contrarietà all’uso del porto di Livorno come scalo logistico per fini militari. “Non vogliamo essere complici dei conflitti internazionali”, è il messaggio che emerge dalle pagine social dei gruppi coinvolti. Dopo lo sgombero, la situazione è tornata lentamente alla normalità, ma resta alta l’attenzione delle sigle sindacali e dei movimenti sul monitoraggio dei futuri transiti legati alla base di Camp Darby.

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