L’emergenza abitativa si può manifestare in diverse forme, a Livorno per esempio è esplosa la protesta per quanto riguarda i cosiddetti “canoni calmierati” applicati agli appartamenti di via Giolitti. Il sindacato Asia Usb Livorno, insieme alle 28 famiglie residenti nello stabile di via Giolitti, ha infatti indetto un presidio per lunedì 7 settembre alle 12.30 davanti al Comune per denunciare i costi elevati degli affitti negli alloggi nati come edilizia sociale.
La contestazione mette sotto accusa l’intero modello dell’Housing Sociale, evidenziando come immobili realizzati su terreni comunali e con finanziamenti della Regione Toscana vengano poi concessi a canoni per lo più identici a quelli di mercato.
Sebbene infatti gli inquilini di via Giolitti, così come tanti altri, abbiano ottenuto l’alloggio partecipando ad un bando pubblico dedicato all’edilizia sociale, a conferma della loro situazione precaria, sono oggi costretti a pagare quasi 700 euro di affitto, una cifra insostenibile per i nuclei familiari aventi diritto.
L’immobile è gestito da Investire Sgr, società privata attiva nel settore immobiliare. Il sindacato contesta l’incompatibilità tra i profitti dell’operatore e la finalità pubblica dell’opera, sollevando interrogativi anche sul futuro a lungo termine del complesso: il timore espresso è che, alla scadenza della convenzione fissata per il 2035, l’immobile possa essere messo in vendita sul mercato ordinario con il rischio di sfratto per gli attuali residenti.
Per tutte queste ragioni Asia Usb ha richiesto un intervento dell’Amministrazione. Nello specifico il sindacato chiede al Comune di ricalcolare le rette mensili dovute dalle 28 famiglie di via Giolitti; Usb chiede anche di ridurre i canoni, stabilendo canoni proporzionati alle possibilità dei residenti. Ma soprattutto viene chiesta una revisione complessiva del modello di Housing Sociale per evitare speculazioni sul bisogno abitativo.
La mobilitazione di lunedì puntano a fissare un confronto formale con i rappresentanti del Comune per revisionare gli accordi in vigore.



