Terremoto nel Mugello: cosa sta succedendo

FIRENZE – Dopo il terremoto di ieri notte in Mugello uno ‘sciame sismico’ potrebbe continuare per diversi giorni, settimane. Lo conferma Gilberto Saccorotti, primo ricercatore all’Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

“E’ una cosa piuttosto normale. Dopo una scossa più forte (quella di ieri mattina alle 4:37 è stata di magnitudo 4.5, ndr) segue un grande numero di scosse, di solito di forza minore”, spiega il ricercatore. Ma nulla, naturalmente, trattandosi di zona sismica, può escludere che in futuro arrivino altre scosse di forte entità.

“Il Mugello è zona sisimica, lo sappiamo, niente di nuovo. Quello che sta succedendo ora è molto simile a quanto successo per i terremoti del 2008 e del 2009 (quando si registrarono magniutudo 4.5 e 4.2)”, prosegue Saccorotti.

Prima di questi ultimi due, per tornare ad un terremoto più forte, bisogna risalire a quello tragico del 1919, che, di magnitudo 6.4, causò circa cento morti, oltre ai danni materiali ingenti (gli annali registrano poi come particolarmente distruttivo il terremoto del 1542, con ipotizzabile magniutdo intorno al 6).

“Abbiamo posizionato ulteriore strumentazione e nei prossimi giorni, con i dati registrati, speriamo di riuscire ad identificare la faglia che ha causato il terremoto di ieri mattina e vedere come si colloca rispetto alle faglie conosciute”, spiega ancora Saccorotti. “Servono molti dati”. Gli sfollati in Mugello sono oltre duecento.