Venerdì 29 maggio all’Hotel Palazzo verrà presentato lo studio dell’Università di Pisa sullo stato di salute del volontariato livornese. Il dato preoccupante sta nelle difficoltà del ricambio generazionale: il 67% degli enti fatica a trovare nuovi volontari.
Oltre 25.400 cittadini ogni giorno bussano alla porta di un’associazione livornese, dato che conferma il Terzo settore come la vera spina dorsale del welfare nella provincia di Livorno.
Questi sono i dati principali che emergono dall’atteso report realizzato da Andrea Salvini, professore di Sociologia generale presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Uno studio che fotografa non solo la forza di questo comparto, ma anche le sfide critiche che lo attendono nel prossimo futuro.
La ricerca sarà illustrata venerdì 29 maggio alle 16 al Grand Hotel Palazzo. L’evento, intitolato “Lo Stato di salute del terzo settore nella provincia di Livorno”, è organizzato dalla Delegazione Cesvot locale.
Al termine della presentazione, una tavola rotonda coordinata dal giornalista Antonello Riccelli vedrà la partecipazione di esperti della Scuola Superiore Sant’Anna e rappresentanti di realtà storiche come Arci Piombino, Cure Palliative e CE.I.S. Livorno. Le conclusioni saranno affidate all’assessore comunale Andrea Raspanti e a Fiorella Cateni.
Il report di Salvini offre una mappatura precisa degli ambiti di intervento. Un terzo degli enti per esempio opera nel settore della cultura, dello sport ed in generale della ricreazione. La sanità occupa invece il 20% delle attività, mentre l’assistenza sociale e la protezione civile si attesta intorno al 14% delle realtà presenti sul territorio.
I destinatari principali rimangono le famiglie e gli anziani, ma lo studio accende un campanello d’allarme sulla tenuta del sistema.
Nonostante l’enorme impatto sociale, le associazioni livornesi soffrono, il 67.8% degli enti percepisce infatti un calo dei volontari attivi. Inoltre, più di un quarto delle associazioni segnala serie difficoltà nel ricambio tra veterani e nuove leve.
Il report del 29 maggio sarà dunque l’occasione per riflettere su come modernizzare il volontariato livornese, per evitare che la rete di soccorso che sostiene 25mila persone al giorno possa indebolirsi.




