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Tessile: Camcom Prato e Pistoia, task force permanente. Certificazione imprese sia omogenea

“La Camera di Commercio chiede una task force permanente dedicata al distretto di Prato, che permetta un dialogo costante tra Ispettorato del lavoro, Asl, forze dell’ordine e magistratura. In maniera parallela occorre una tracciabilità totale e digitale della filiera. Oggi il mercato è frammentato da una miriade di audit privati, spesso eterogenei. Sono necessari, invece, standard di certificazione condivisi. La lotta allo sfruttamento deve fondarsi su sanzioni efficaci, in un quadro normativo chiaro, prevedibile e che consenta a chi investe di non temere sanzioni sproporzionate”. A dirlo, Dalila Mazzi, presidente della Camera di Commercio Pistoia-Prato, in audizione di fronte alle commissioni Lavoro e Giustizia della Camera, nell’ambito delle proposte di legge per il contrasto ai fenomeni di sfruttamento dei lavoratori nel distretto tessile di Prato. “Le risposte ai problemi dei quali oggi si discute vanno individuate non in interventi emergenziali o episodici, ma in interventi strutturali. Tecnici e ispettori devono avvalersi di mediatori culturali per superare le barriere linguistiche e sociali che spesso nascondono sfruttamento. Il dato del 50% di imprese sotto i 5 anni nel comparto abbigliamento unito al 20,8% di realtà con meno di due anni suggeriscono che i controlli, inoltre, devono essere tempestivi e digitalizzati. Intervenire oltre il quinquennio – ha concluso Mazzi – significa inseguire un bersaglio già dissolto”. Fabrizio Nativi, responsabile dell’Ispettorato territoriale del lavoro Prato-Pistoia, durante l’audizione ha spiegato che le “irregolarità delle aziende sono elevatissime, siamo nell’ordine di oltre il 90%. Anche quando ci sono lavoratori regolarmente assunti spessissimo sono regolarizzati, ma solo per un tempo parziale, lavorano a tempo pieno, ci sono imprese apri e chiudi che chiudono prima dei controlli. Molte aziende poi operano in regime di pluricommittenza molto frazionata e quindi addebitare singoli spicchi di debiti a diversi committenti è dispersivo”.


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