Alberto, ingegnere a Fuerteventura: “l’Italia non punta su sé stessa”

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FUERTEVENTURA (SPAGNA) – Alberto Pardini (no, non chi scrive bensì un omonimo, ndr), viareggino d’adozione classe 1983, appassionato di surf, laureato in ingegneria edile e abilitato alla professione, è lui il primo dei nostri “italians”, l’esercito di giovani e non che è andato a cercare fortuna – e soprattutto futuro – all’estero, fuggendo da un Paese, il nostro, sempre più incapace di ritrovarsi e rialzarsi.

“Sono nato a Pescia e mi sono trasferito a Viareggio all’età di 7 anni, e qui ho frequentato elementari e medie prima di affrontare il percorso da geometra a Pietrasanta, al quale è seguito quello alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa dove mi sono laureato nel 2008, salvo poi conseguire anche la laurea specialistica in ingegneria edile nel 2013 e il relativo esame di abilitazione – racconta Alberto – subito dopo la prima laurea mi sono iscritto all’Ordine degli Ingegneri e sono stato abilitato alla professione nel 2009, in quel periodo ho firmato alcuni progetti nella zona della Versilia, tra cui il PEEP6 delle case popolari a Torre del Lago”. Per mantenersi agli studi Alberto lavorava nell’hotel di famiglia a Viareggio, gestito dal padre Andrea, molto conosciuto a Viareggio.

Dopo i titoli arriva il primo impiego: “ho lavorato per sei mesi nel Settore V “Lavori Pubblici e Ambiente” nel Comune di Camaiore firmando alcuni progetti come l’allestimento per la Fondazione Gaber del teatro in centro, ma poi l’esperienza si è dovuta concludere per mancanza di fondi necessari all’assunzione di un altro ingegnere da parte del Comune stesso – ricorda – così nel gennaio di quest’anno (2014) ho chiuso la mia attività di libero professionista in Italia e di cercare fortuna altrove”.

“Fuga” alle Canarie. “All’inizio del 2014 mi sono trasferito a Fuerteventura: solo quattro ore e mezza da casa, al caldo, in un paese europeo abitato da persone di diverse nazionalità e culture, tutte fuggire dalla crisi in questo luogo dove il costo della vita è minore – prosegue il giovane ingegnere nel suo racconto – ho ritenuto fosse il posto migliore per cercare e costruirmi un futuro perché lo stress è minore, ci sono possibilità e vige la meritocrazia”L’Italia? “Un paese dove non si riesce più a far nulla, dove i giovani con idee e voglia di fare sono frenati, senza possibilità di crearsi un futuro a causa di un sistema che guarda solo ai propri interessi – il giudizio è lapidario – e Viareggio non fa eccezione, anzi…” conclude a malincuore.

In otto mesi Alberto ha imparato lo spagnolo, aperto uno studio di ingegneria, architetture e consulenza immobiliare, collaborando con un collega spagnolo abilitato alla professione: “utilizzo internet per mantenere i contatti con i miei clienti anche tramite videochiamate, mantenendoli informati sui miei lavori (passati e presenti) e sulle offerte immobiliari, ho anche un sito internet della mia attività (che riportiamo in calce all’articolo, ndr)”.

Italia vs Estero. “Qui ho trovato quello che andavo cercando, in particolar modo si respirano positività e voglia di fare nelle persone, aspetti che si ritrovano nella politica cittadina – spiega – le Canarie, pur trovandosi politicamente in Europa hanno una legislazione autonoma e soprattutto un sistema fiscale diverso e molto vantaggioso, proprio per questo sono in molti a trasferirsi qui, in particolar modo pensionati che approfittano del clima e delle minori ritenute fiscali sulla pensione e un minor costo della vita”. E i Maho (gli abitanti di Fuerteventura, ndr) che persone sono? “Persone semplici e umili, se vogliamo anche un po’ arretrate culturalmente e mentalmente (all’interno dell’isola si vive di pastorizia, per esempio), e questo è sia un pregio che un difetto”.

Un consiglio al nostro Paese. “In Italia dobbiamo cominciare a puntare su noi stessi e tornare con prepotenza sul mercato con il Made in Italy, ovunque apprezzato, ma anche ritrovare quello spirito di unione che stiamo perdendo di generazione in generazione, facendola finita con l’ipocrisia che regna su molti piani sociali di modo da portare migliorie a livello fiscale”, la pensa così Alberto, “un esempio? Legalizzare la prostituzione. Germania e Spagna lo hanno fatto, con innumerevoli vantaggi per tutti; ma anche la Cannabis Medica, come in Olanda”. “In Italia dobbiamo sfruttare il nostro patrimonio, turistisco/culturale in particolar modo, “rubando” talvolta le idee che funzionano, questo porterebbe ricchezza e lavoro”.

Famiglia, amici e cucina. Cosa ti manca di più dell’Italia? “Famiglia e amici (quelli veri) soprattutto, ma anche le svariate prelibatezze culinarie e paesaggistiche del nostro Paese”.

I dati ISTAT ci raccontano che sempre più italiani si stanno trasferendo all’estero. Un consiglio a chi pensa di partire. “Innanzitutto bisogna abbandonare l’ipocrisia che ci contraddistingue e aprire la mente, imparando ad adattarsi – afferma con sicurezza – bisogna anche rimboccarsi le maniche e non arrendersi alla prima difficoltà, essere sempre gentili con il prossimo e non diffidenti (nostro più grande difetto). Il lavoro e il rispetto all’estero pagano”.

Parlando di italiani all’estero, come veniamo percepiti? “Prevalentemente casinisti e truffatori, purtroppo, e un po’ ce lo meritiamo – racconta – ma come per tutto dipende dal soggetto, e c’è una maggioranza silenziosa che si integra bene e che porta in giro per il mondo gli aspetti positivi del dna italiano”.

Il futuro, tra progetti e desideri. “Al momento sono concentrato nel radicare ed espandere la mia attività qui a Fuerteventura, ma non escludo possibilità lavorative in Italia qualora il progetto fosse meritevole, visto che l’appartenenza all’UE mi permette di farlo con regimi migliori per le stesse aziende o studi che volessero collaborare con me – conclude Alberto – Rientrare in Italia? Adesso non è un’opzione plausibile, non vedo possibilità di costruirmi un futuro (con molto rammarico)”.

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Ad Alberto Pardini un grosso “in bocca al lupo” e un grazie per la disponibilità da parte della redazione di TgRegione.it.

 

 

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