Andrea e Londra, lo scout e l’avventura della vita

0

LONDRA (Regno Unito) (di Alberto Pardini) – Andrea Gori, 29 anni, nato e vissuto a Torre del Lago Puccini (LU) fino al 2012 è il nostro italiano all’estero per il mese di Aprile, e la sua esperienza assume un valore importante soprattutto in relazione al luogo da lui scelto per vivere, crescere e crearsi un’opportunità: Londra, una delle città più desiderate dagli emigranti italiani, la grigia signora che – come scrisse Samuel Johnson – raccoglie “tutto ciò che la vita può offrire”, seduce e – spesso – abbandona.

“La scelta di andarmene dall’Italia è stata una sorta di intuizione maturata in un momento di smarrimento, nel 2011, quando a pochi esami dalla laurea in scienze politiche ho cominciato a farmi molte domande sul mio futuro, sull’aspettativa che potevo avere anche con il titolo in mano. Ero confuso, sentivo che era inutile, ma soprattutto volevo prendere possesso della mia esistenza, diventare indipendente, esplorare quello che la vita poteva offrirmi e combattevo anche con la sensazione di sentirmi stretto qui a Viareggio”, è con queste parole che Andrea torna indietro e ci racconta il momento della svolta. “Ho sempre avuto una sorta di particolare apprezzamento per l’Inghilterra grazie ai molti viaggi oltremanica fatti da ragazzo e anche ad una viscerale passione giovanile per i Beatles, ma principalmente è stato il fatto che un mio amico aveva fatto lo stesso pochi mesi prima a convincermi, anche perché la sua decisione mi aveva molto colpito – continua Andrea nel suo racconto – dopo è stato tutto molto semplice e stimolante, e la partenza non mi spaventava poiché 18 anni di scoutismo mi avevano preparato ai “saluti”. Sentivo d’istinto che potevo farcela, che la strada era quella giusta e la mia famiglia non mi ha mai fatto mancare il suo supporto”.

Come ci si prepara ad un “viaggio” del genere? “Il mio inglese era mediamente buono, ma decisi di mettermi ulteriormente sotto per migliorarlo, specialmente con letture e film in lingua per familiarizzare con suoni e pronuncia – spiega – nel frattempo misi nero su bianco un piano dettagliato per perdere meno tempo possibile una volta giunto a Londra, perché quando si parte senza un lavoro assicurato il tempo è oro e si vive come in una sorta di conto alla rovescia, scandito dal conto in banca che cala giorno dopo giorno. Mi sono preparato in autonomia partecipando a corsi professionali, preparandomi un curriculum in formato inglese, e ovviamente raccogliendo più informazioni possibili”. Poi è arrivato il giorno della partenza, ma soprattutto i primi momenti in una nuova città, che per te adesso è tutto mentre per lei sei poco più di una formica: “il 7 marzo 2012 sono partito, appena arrivato mi sono dato molto da fare, ricevendo anche un grande aiuto dal mio amico Tommaso, originario di Bicchio, e poi una volta trovata occupazione è iniziata la mia vera nuova vita fatta di sacrifici e tante soddisfazioni,  “.

Il punto della situazione dopo tre anni nella Big Smoke City. “La mia esperienza all’estero sta andando alla grande: ho fatto carriera professionalmente in una grande catena di ristorazione molto popolare, partendo dal primo gradino e arrivando a diventare general manager di uno shop vicino a Oxford Circus, con possibilità di proghedire, o di cambiare lavoro se lo vorrò – racconta Andrea – anche a livello umano sono felice: sto seguendo i miei sogni, pianificando viaggi e avventure, migliorandomi e seguendo corsi extra lavorativi di formazione e coaching professionale, ma anche qualcosa di più creativo come fotografica e recitazione. Qui ho anche incontrato Paula, la mia compagna di vita, gran parte dei miei progressi e sogni futuri camminano accanto a lei”.

Il mondo del lavoro oltre manica: competenza e impegno portano fiducia e risultati. “Qui tutti prendono il lavoro molto seriamente, e se dimostri qualità e talento è possibile affermarsi professionalmente e progredire – racconta ancora Andrea – inoltre le aziende sono decisamente interessate alla formazione del personale e supportano il progetto di crescita di ogni dipendente. La percezione che ho da qui è che in Italia il mercato del lavoro sia stagnante, reso farraginoso e rigido da una marea di disposizioni che lo ostacolano, a questo si aggiunge una mancanza di sostegno concreto e funzionale da parte dello Stato. A peggiorare il tutto c’è lo scollegamento tra istruzione e mondo del lavoro”. “Altra differenza sostanziale che ho riscontrato qui è il fisco: in Inghilterra è molto semplice e veloce, e dà la sensazione di essere al servizio della comunità, in Italia beh, se non il contrario, quasi…”.

“Per l’Italia non può non dispiacermi, abbiamo una ricchezza immensa, un patrimonio culturale e produttivo di primo livello che però non viene valorizzato, senza contare il supporto inconsistente a chi ha un’idea imprenditoriale, che rischia di passare la vita a pagare debiti e tasse arretrate”, si rammarica, “l’Italia non posso dire che mi manchi: posso tornare quando voglio con un semplice volo low cost, inoltre il mio desiderio è quello di viaggiare e conoscere persone e culture, e Londra sotto questo punto di vista mi appaga tantississimo. Mi mancano i nostri tramonti, il mare, i mercati con il nostro cibo, e ovviamente la mia famiglia”.

Gli inglesi, pregi e difetti. “Tra i pregi inserisco sicuramente l’ammirevole gestione della cosa pubblica, la fiducia sul lavoro, l’easy going negli approcci personali, e poi una Londra piena di eventi, ricca culturalmente e di mentalità tollerante e aperta. I difetti? Sulle persone è soggettivo, mentre per quel che riguarda la qualità della vita le case sono di qualità scadente e hanno un costo proibitivo, esiste la classificazione sociale e la Tube (la metropolitana, ndr) è bellissima se sei un turista, ma da viverci è vecchia e poco funzionale”. 

L’italiano a Londra: da Casanova a “caciarone”. “Sembra superfluo dirlo, ma siamo ben visti in generale e tutti adorano il nostro Paese e si domandano come possiamo aver deciso di lasciarlo – spiega Andrea – certamente alcuni stereotipi sono duri a morire: dal parlare a voce troppo alta, e gesticolando eccessivamente, al piacere dello stare a tavola, passando per la non affidabilità (soprattutto maschile) nelle questioni d’amore. Gli italiani, a differenza di moltissimi altri, si integrano benissimo e si trovano ad ogni livello lavorativo”.

Sempre più giovani lasciano il Belpaese per cercare fortuna altrove, il consiglio? Preparazione. “Determinazione e preparazione del viaggio sono fondamentali, i colpi di fortuna arrivano solo se si cercano e si sanno cogliere – afferma sicuro Andrea – lo studio della lingua è essenziale, così come sapere come trovare casa, aprire un conto in banca, muoversi e cercare lavoro. Nessuno ti regala niente. Ogni giorno a Londra arrivano tantissime persone in cerca di fortuna, un datore di lavoro sceglie dalla massa, devi quindi far vedere qualcosa di speciale. Attraverso internet si può raccogliere tantissima informazione utilissima”. “Evitate sempre di accettare contratti in nero, perché dopo si entra in un circolo dove poi sarà molto difficile uscirne, ricordatevi sempre che siamo immigrati”.

Biglietto di sola andata. “Se provo a guardare avanti nel mio futuro non vedo un ritorno in Italia se non per vacanza, al massimo per una straordinaria opportunità lavorativa – conclude Andrea – qui sento di poter progredire professionalmente e crearmi una famiglia, e per me, a questo punto, vivere all’estero è l’opzione migliore”.

changeyourlife

No comments

*