Beppe, dalla Russia con amore (e la pizza)

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MOSCA (RUSSIA) di Alberto Pardini – Napoli, Torre del Lago, Barcellona e Mosca. Sono queste le città che ad oggi hanno segnato il destino di Giuseppe Peluso, nato all’ombra del Vesuvio poco più di trent’anni fa e cresciuto sulle sponde del lago di Massaciuccoli, che a Barcellona ha conosciuto Anna, russa e bionda, con la quale convolerà a nozze. Nel 2005 il trasferimento nella terra natia di lei: la Russia, a Mosca.

“A Torre del Lago gestivo una pizzeria con la mia famiglia in centro, lì sono cresciuto e ho lasciato tantissimi amici che quando posso torno volentieri ad abbracciare” ci racconta “Beppone”, ex rugbista amatoriale ma con il cuore colorato dell’azzurro delle maglie del Napoli Calcio. “Oramai sono dieci anni che vivo qui, professionalmente sono soddisfatto perché il Made in Italy tira tantissimo, e diciamocelo, la Russia e il suo import sono imprescindibili per i paesi Europei, Italia in primis – spiega – mi dispiace quindi che in questo momento storico ci sia questa sorta di avversione nei confronti dei russi, che a mio parere vengono molto strumentalizzati anche per la questione Ucraina”.

In Italia non siamo competitivi, o meglio, ci sono grandi qualità e potenzialità che però vengono stroncate da una politica economica che non permette di lavorare con serenità schiacciati come siamo da tasse e balzelli, in Russia il carico fiscale è del 18%, non aggiungo altro – continua Beppe – è qui che servirebbe un intervento deciso per rilanciare l’economia del Paese”.

Mentre sottolinea la nostalgia per il caffè al bar con cornetto o – ancora meglio – la sfogliatella, non proprio comuni in Russia, Beppe commenta laconico la situazione attuale dei giovani (e non) nel nostro Paese: “chi ha coraggio faccia le valigie, il mondo è pieno di occasioni mentre l’Italia non offre più niente, né sa tutelare il merito, è brutto dirlo ma la realtà è questa”.

“I russi che tipi sono? Diciamo che sotto una apparente freddezza sanno essere molto socievoli, senza contare che hanno un debole per l’Italia e per gli italiani, che ha permesso ad un tosco-napoletano come me di socializzare subito – racconta – qui c’è forte differenza di condizioni sociali, cosa che però ha sempre caratterizzato questo paese, rimane comunque un miglioramento delle condizioni di vita, soprattutto della classe media”.

Come vedi il tuo futuro? Tornerai in Italia? “Io vivo giorno per giorno, e ad oggi sono soddisfatto della mia vita – conclude Beppe, che poi si congeda con una battuta – In Italia? A 99 anni, per la pensione”.

 A Giuseppe Peluso i migliori auguri e un grazie per la disponibilità da parte della redazione di TgRegione.it.

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