Elisabetta e la scelta controcorrente, la rivelazione Ceca

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BRNO (Repubblica Ceca) (di Alberto Pardini) – Da Poggibonsi a Brno, passando per Pisa, Torre del Lago e l’Illinois: queste sono le tappe – finora – di Elisabetta Baroni, dottoressa in ingegneria aerospaziale laureata in quel di Pisa, il cui percorso e scelte esulano un po’ dalle storie che abbiamo raccontato fino ad oggi. “Sono sempre stata in contatto con realtà differenti da quelle italiane – esordisce Elisabetta, per gli amici semplicemente “Betta” –  l’estero non mi ha mai spaventato, grazie alla mia famiglia ho avuto la fortuna di viaggiare molto fin da piccola scoprendo e aprendomi così a culture differenti; molto importante poi l’esperienza di due mesi negli Stati Uniti come studente presso l’Università di Urbana, in Illinois, tramite il Summer Course organizzato dall’Università di Pisa”. Elisabetta peraltro ha un fratello maggiore, Alessandro, laureato in Fisica presso l’UniPi, che da 5 anni studia negli Stati Uniti a Norfolk, Virginia.

Dopo la laurea per Elisabetta l’estero era una possibilità, un’idea, non una soluzione obbligata come per molti altri: “la mia decisione inizialmente non è scaturita da un’esigenza prettamente lavorativa, bensì dettata principalmente dalla volontà di seguire il mio fidanzato che aveva deciso di proseguire la sua carriera in una importante multinazionale a Brno – spiega – ho deciso così di cogliere l’occasione per sperimentare quell’esperienza  anche io, combinando il desiderio, a quei tempi, di lavorare e vivere all’estero e di condividerlo con il mio – ormai ex-  fidanzato”. E così che mentre la maggioranza degli emigranti si dirige verso Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania e Spagna, lei prende una direzione diversa e raggiunge uno dei paesi che più di altri viene generalmente bistrattato e sommerso di pregiudizi, scoprendo che la realtà è ben altra.

Per Elisabetta il contatto con il mondo del lavoro è avvenuto quindi in loco, e nel suo caso è stato determinante l’uso della rete e di LinkedIn, un servizio web di rete sociale, gratuito, impiegato principalmente per lo sviluppo di contatti professionali. “Attraverso LinkedIn ho trovato lavoro nel mio settore nell’importante multinazionale americana Honeywell – racconta – la preoccupazione all’inizio era molta, dopotutto ero alla prima vera esperienza lavorativa e per di più all’estero, senza contare che ero l’unica ragazza del team e che i miei colleghi erano quasi tutti Cechi, e quindi il ceco era la lingua più parlata. In poco tempo però le preoccupazioni sono svanite: l’ambiente di lavoro si è rivelato fantastico e i colleghi, preparati, si sono dimostrati disponibili e molto umani, in particolar modo non mi hanno mai fatto sentire l’ultima arrivata. In ambito lavorativo abbiamo tutti la possibilità di esprimere e valutare le nostre idee, i nostri pensieri e le nostre esigenze indipendentemente dalla grado interno nelle gerarchie”.

Brno e la Repubblica Ceca. Dal punto di vista umano posso solo dire che Brno è unica. Purtroppo (o per fortuna!) pochi conoscono o sanno come si vive in Repubblica Ceca: si tratta di un paese molto liberale dove ognuno ha la possibilità di esprimersi nel modo che preferisce, i giudizi morali non esistono qui. Certamente l’ostacolo della lingua è molto rilevante, l’inglese non è ancora diffusissimo specialmente nelle vecchie generazioni, ma le cose stanno migliorando in fretta”.

Le differenze principali con l’Italia “sono la libertà di pensiero, libera dai condizionamenti che invece abbiamo in Italia, dove il giudizio morale delle persone è sempre dietro l’angolo e sembra che ogni cosa prima di tutto debba essere approvata dalla società; non mancano poi quelle riferibili dal punto di vista della qualità della vita: mezzi pubblici che funzionano benissimo dal centro alle periferie, anche di notte e con 30 cm di neve, e  un basso tasso di criminalità” ed infatti la Repubblica Ceca è uno dei paesi più sicuri al mondo secondo il Global Peace Index 2015.

“Dal punto di vista lavorativo non posso dire molto perché il mio settore è molto restrittivo quindi non ho un valido margine di paragone, posso solo dire che qui esistono orari flessibili di entrata e di uscita in ufficio in accordo con le singole esigenze, ed è normale entrare alle 7 in ufficio ed uscire alle 15 per poi avere il pomeriggio a propria disposizione per potersi dedicare ai propri interessi, e mi domando chi in Italia, nelle aziende private, può scegliere di fare lo stesso.Negli uffici inoltre ci sono i parcheggi e servizi per le biciclette, e le docce che permettono ai dipendenti di andare a lavoro in bici e potersi cambiare prima di entrare in ufficio”.

E’ oramai riconosciuto che in Repubblica Ceca i servizi al cittadino sono generalmente più efficienti, c’è minor burocrazia e leggi e regolamenti sono chiari e non lasciano spazio all’interpretazione; a livello commerciale c’è molta flessibilità con supermercati aperti h 24 e negozi con ampi orari di apertura, i mezzi pubblici sono estremamente puntuali e coprono le città in maniera capillare, e come detto, le città sono più sicure e pulite.

Qualità e varietà del cibo, “a rischio di cadere nel classico stereotipo dico che è la cucina la cosa che mi manca di più del nostro Paese, questo nonostante all’estero le cose stiano sicuramente migliorando in termini di qualità e reperibilità, ma è una cosa che diamo troppo spesso per scontata”.

“Trasferirsi all’estero non è per tutti, servono predisposizioni soggettive come la mentalità aperta, la capacità di adattamento e la conoscenza sia dell’inglese, sia della lingua madre – spiega Elisabetta – molte volte ho l’impressione che gli italiani abbiano la tendenza a non essere molto flessibili e di ampie vedute, lamentandosi spesso dopo l’impatto con una cultura differente. Ovviamente non si può generalizzare, ritengo che fondamentalmente la capacità di integrarsi sia molto soggettiva, relazionata a svariati fattori e correlata alle esperienze vissute da ognuno di noi fino a quel momento”.

Uno sguardo al futuro, tornare o no? “Difficile dirlo, per il momento il mio interesse è arricchire il mio curriculum professionale e quindi il mio rientro in italia è legato principalmente alla possibilità di poter vedere crescere la mia posizione lavorativa, se questo si renderà possibile allora potrò certamente pensare ad un eventuale rientro”.

Ad Elisabetta i migliori auguri e un grazie per la disponibilità da parte della redazione di TgRegione.it.

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