Una fiaccolata per Pilù e per tutte le vittime della crudeltà umana

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PESCIA – Una fiaccolata per Pilù, la pincher morta dopo essere stata sbattuta ripetutamente sul muro e impalata con un pennarello ( LEGGI ANCHE: 10mila firme per il pincher massacrato a Pescia: il video .. ), il cui video, fatto dal suo assassino, ha fatto il giro del web scatenando l’ira, giustissima, non solo delle associazioni animaliste ma di tutti. Immagini che fanno male, con il cane inerme, vittima del suo aguzzino. Non ha pianto, nemmeno un gemito, la piccola canina, mentre il suo seviziatore la prendeva a calci, a pugni, la violentava conficcandogli con forza prima nell’ano e poi in gola quel pennarello. Era li, ferma, vicino al muro, consapevole della sua fine, avvenuta poco dopo. Ieri la manifestazione, per chiedere giustizia ( LEGGI ANCHE: Olocausto animale, in migliaia sfilano per Pilù, sbattuta sul muro e infilzata con un pennarello: l’inferno si è fatto uomo  ), e il prossimo 6 novembre questa nuova iniziativa in nome di Pilù e a favore di tutte le vittime “umane e non” della crudeltà umana.
A organizzare l’evento a Pescia, domenica 6 novembre, le Associazioni Onlus LEAL, LIV Toscana, Rifugio Onlus Lamporecchio e Riscatto Animale, in collaborazione con Lega Nazionale del Cane Sezioni di Mugello/Valdisieve, Firenze, Massa Apuania e Grosseto, Associazione Sopra la Panca e L.O.T.T.A. per manifestare contro le violenze che vengono perpetrate ogni giorno su tutti gli innocenti indifesi. “Il sentimento solidale per gli umani e l’amore per gli animali non sono ambiti distinti. Abbiamo un solo cuore, grande abbastanza da accogliere entrambi -scrivono in una nota –
Proprio per questo, visti i recentissimi episodi di violenza ai danni di esseri viventi indifesi, quali l’orrore a Pescia dove un giovane di 25 anni ha seviziato fino alla morte il cane dell’ex fidanzata filmando l’agonia del povero animale, la crudeltà di Sangineto dove 4 ragazzi hanno impiccato un cane di nome Angelo, bastonandolo fino a ucciderlo, filmando tutto e postando il video in rete e la violenza inaudita a Vittoria (Ragusa), dove Nerina, una randagia di quartiere è stata violentata ripetutamente con un fil di ferro da un cinquantenne immigrato clandestino e il cui corpo è stato abbandonato morente mentre le telecamere a circuito chiuso riprendevano tutto, le Associazioni Animaliste toscane, promuovono una fiaccolata di sensibilizzazione a sostegno di tutte le categorie più indifese. Tutte le Associazioni e gruppi sono i benvenuti insieme a tutti coloro che si adoperano in difesa di tutte le vittime innocenti. Sull’evento appositamente creato su facebook https://www.facebook.com/events/327757240928266/), verranno pubblicati gli aggiornamenti sulla vicenda aspettando il processo che vedrà parte in causa le stesse Associazioni”.
Chi non potrà essere presente, accenda almeno una candela nella sua abitazione. Pilù deve avere giustizia, e fino a quando non sarà fatta, è dovere di tutti mantenere accesi i riflettori.
Lo dobbiamo alla piccola pincher, ad Angelo, a Nerina, come a tutti gli animali maltrattati e sfruttati in Italia, e nel mondo.
Che la luce di mille candele possa riscaldare le anime di tutti coloro che per colpa della crudeltà umana perdono la vita, unica e sacra, indipendentemente dal corpo in cui dimora.

“L’episodio di Pilù è un episodio gravissimo di una violenza inaudita – commenta Bruna Monami,

Vice Presidente LEAL – Lega Antivivisezionista ONLUS –  Sezione di Arezzo: “Nel video si vede la piccola tremante, impaurita, immobile a ridosso del muro come se volesse entrare far parte della parete stessa per non farsi vedere. Gira la testolina solo quando il suo assassino cammina, e guarda come per capire cosa le succederà. Una piccola cagnolina che subisce senza ribellarsi le sevizie più atroci. Un video terribile. Un episodio che ci getta nello sconforto più totale. Gli assassini esistono anche tra noi e si celano sotto le spoglie del ragazzo del palazzo accanto. Ma noi ci chiediamo possibile che nessuno sapesse o avesse intuito? LEAL si costituirà parte civile e chiederà il massimo della pena. Ma servono pene più severe per chi uccide i nostri compagni di vita. Serve un ripensamento generale su quanto viene alla ribalta sempre più spesso. Adesso è Pilù, ieri è stato Angelo e forse stanotte qualcun altro piccolo subirà una sorte simile, e domani ci saranno altri animali violati e uccisi senza che nessuno ne sappia mai nulla. Questa è un’una umanità malata che deve correre ai ripari. Perché c’è qualcosa di sbagliato in una società che non sa difendere i più deboli e sicuramente c’è qualcosa di sbagliato in chi se la prende con i più deboli. Quando succedono questi episodi non muoiono solo gli innocenti ma muore anche l’essenza dell’essere umano e una società che voglia dirsi evoluta deve cercare di porre rimedio a questo”.

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