Gioventù “cristallo” ed il cavallo

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VIAREGGIO – ( di Paola Apolloni ) –  Nell’osservare l’attuale società e come i giovani si relazionano e muovono dovremmo accorgerci che non ci stiamo evolvendo, ma involvendo. Il nostro futuro racchiuso nella gioventù, purtroppo sempre più spesso vede ragazzi non responsabilizzati, ineducati, rinchiusi in casa senza cercare di lottare per la loro posizione di vita, senza aver il coraggio di comunicare le cose guardando negli occhi, ma semplicemente mezzo chat o social network. Oltretutto, fragili sia mentalmente che fisicamente. E’ una gioventù spesso di “cristallo”. Facile da rompere, facile da far cadere. Oggi rispetto ad un tempo fioccano ragazzi con le più svariate diagnosi di difficoltà nell’apprendimento, nell’attenzione, o nella manualità e prensilità. Lo scarica barili sociale, dalle scuole ai genitori, dai genitori ai pedagoghi, psicologi, logopedisti, e così via, spesso fanno sentire e trattano da disabile chi non lo è. Infatti, spesso vengono discriminati solo perché non sono uniformi alla massa, allo standard medio. Per fortuna non si nasce tutti uguali, ed ognuno di noi ha una ricchezza, ed un modo di comunicare a volte differente. Dipende dall’intelligenza delle persone nel capirsi ed aver voglia di mettersi in gioco. Pertanto, fondamentale è comunicare usando la parola, cosa che nel nostro tempo manca, ed osservare il linguaggio del corpo. Oggi della tecnologia vi è un uso-abuso: si usa per falsare identità o comunicare immagini di sé non reali o peggio ancora seminare zizzania, vigliaccheria o mala informazione. La gioventù ha bisogno di solidi punti di riferimento, di ritrovo e di sani esempi. Ricordo sempre la frase di un padre, che riconoscendo anni fa nel figlio una passione nell’equitazione, l’assecondò, anche con sacrificio, perché sapeva che durante il giorno suo figlio era dai cavalli e non per la strada. Oggi come oggi i giovani non hanno più la libertà di girovagare per le strade liberi e senza pericoli. Le strade sono cambiate e nei locali di ritrovo non sempre si fanno bell’incontri. Il cavallo, sia nell’analisi della pet terapy, che per lo sviluppo fisico mentale di un ragazzo, porta benefici notevoli. L’importanza di avere una struttura all’interno della quale la comunicazione interpersonale e con l’animale è il cuore della formazione dell’individuo, non è cosa da poco. Il cavallo è un ottimo tutor formativo, perché oltre a portare l’individuo ad essere responsabile verso l’animale, insegna molto l’attenzione verso di sé e gli altri, e quindi la responsabilizzazione a tutto tondo. Inoltre, favorisce l’acquisizione di maggiore autostima, il controllo delle emozioni, il far emergere la grinta e la giusta emotività nel raggiungere gli obiettivi.

La spinta interiore emotiva, la capacità rapida di risoluzione dei problemi, l’attenzione verso il cavallo e verso gli altri, sono solo alcuni vantaggi che il cavallo e l’equitazione in genere può dare. Tanti bambini hanno energie represse e il cavallo li fa scaricare e rilassare, favorendo pertanto l’incremento dell’attenzione e dell’apprendimento. Lo stare all’aria aperta, è una valida alternativa ai telefonini, tv, videogames, facendogli percepire il reale contatto con la vita e con le persone, giocando in maniera diversa, e rafforzandosi fisicamente. Inoltre, la presenza di regole, disciplina, ordine, rafforza la responsabilizzazione e la cura di sé, dell’animale e degli altri. Nella mia esperienza professionale sono orgogliosa dei cavalli con cui collaboro, in quanto ottimi maestri di vita. Si prendono in carico i giovani e attivamente e passivamente li formano psichicamente e fisicamente. Dare punti di riferimento stabili ai ragazzi e dargli la libertà di esternare le loro emozioni non ha prezzo. La scuola di equitazione e la didattica ben applicata vede maturare la gioventù nel loro approccio con se stessi, con gli altri e nella vita.

Da sempre il cavallo ha aiutato l’uomo nella sua evoluzione: dai trasporti all’agricoltura, dalla guerra all’alimentazione, dalla farmaceutica alla pelletteria, dalla ludica allo sport. Oggi ci sta donando la cosa più importante: assiste e forma i nostri ragazzi. Pertanto, ritengo che l’equitazione non vada vista affatto solo come sport, ma prima di tutto come stile di vita e strumento formativo sia a livello psichico che fisico. Portare un giovane ad imparare a stare a contatto col cavallo e sul cavallo è un regalo di formazione per la vita. In una società dove il marketing che sotto ogni forma (dalla pubblicità, ai reality) ci tratta come continui animali consumatori, e condiziona le nostri intenzioni e comportamenti, l’equitazione è una ricchezza che fa maturare e crescere un giovane rendendolo centrato psicologicamente e fisicamente, e di sicuro più forte nell’affrontare la sua futura vita.

PER INFO E CORSI DI EQUITAZIONE: CENTRO IPPICO IL SENTIERO, VIAREGGIO

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