Gli animali nei circhi non rispondono al concetto di benessere e rispetto della natura, della sanità e dell’etologia

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di Chiara Grasso – Etica, elolgia, sanità, sicurezza, opinione pubblica, cambio culturale e sociale: nessuno sostiene  più gli animali nei circhi.

Lo Stato Italiano versa ai circhi contributi pubblici (Nostre tasse) per un totale di 5.5 milioni di €uro annui per il mantenimento degli animali, di cui 250.000 €, giusto l’anno scorso sono stati dati a circhi che sono poi stati denunciati per maltrattamenti nei confronti degli animali. E’ comprensibile quindi l’attaccamento da parte dei circensi, dei veterinari e degli etologi che lavorano in questo settore. Via animali =  via soldi statali. Ma NON vuol dire VIA lavoro. Anzi!!

Secondo i sondaggi, il 73% degli italiani è contrario all’uso degli animali nei circhi, per motivi etici e per un cambio culturale nella società che si respira da anni.
E’ più che lecita, quindi, da parte dei circensi la lotta per mantenere questa loro attività magnifica quale lo spettacolo stradale. Ed è compito dello Stato, attraverso proprio questa riforma, permettere ai circensi di adeguarsi al progresso sociale, di mercato e culturale. Il settore dei circhi è gravemente in crisi. Proprio a causa dell’aumento di sensibilità sociale verso temi etici e culturali quali il benessere animale.
Questa riforma solleverebbe l’economia circense per ottenere un maggiore appoggio da parte dell’opinione pubblica. Io per prima, se non ci fossero gli animali andrei al circo molto più volentieri. Non so voi .
Tuttavia è lecito che i circensi lottino per mantenere gli animali nei circhi: è denaro statale in più che entra.
Tuttavia è compito e dovere del mercato dei circhi adattarsi a questo cambiamento culturale. D’altra parte anche le lavandaie avranno protestato per non perdere il lavoro quando sono state costruite le lavatrici. Si tratta solo di progresso, e di adattamento. Ritengo che il circo sia la forma d’arte più vera che ci sia, gli artisti migliori vengono dalla strada, dai circhi, da quell’atmosfera magica e speciale che si respira in un circo in cui il corpo umano è in grado di stupire ed emozionare. Eliminare gli animali dai circhi non farebbe altro che riportare il pubblico, eticamente coinvolto,  a sedersi negli spalti di un vero circo e ammirare l’arte umana e circense.
Questa proposta di legge non mira solo a ricollocare questi 2000 animali attualmente detenuti nei circhi. Bensì l’obiettivo che si pone è ben più ampio, profondo e a lungo termine. Non solo si permette a questi 2000 animali attualmente nei circhi, di iniziare a godere di una vita degna dell’essere ANIMALE, ma si impedirà per sempre a qualsiasi altro animale di venire utilizzato per fini economici negli spettacoli circensi. Nessun altro animale nascerà più sotto un tendone e nessun altro animale sarà costretto a vivere in gabbie grandi come un camion o a camminare con le zampe posteriori a ritmo di musica. L’obiettivo di questo disegno di legge ha l’eticità di mettere un punto finale a questo utilizzo antropocentrico degli animali (la legge che regola i circhi in Italia si rifà al 1968…).
La LAV, in accordo con EuropeGroup4Animals, ha stilato un documento con il titolo “Dichiarazione sui bisogni etologici e sul benessere degli animali selvatici nei circhi” in cui vengono ben riportate (per chi ancora non le sapesse) le differenze adattative / etologiche tra animali domestici ed animali selvatici addomesticati, oltre alle principali implicazioni sul benessere degli animali impiegati per lavorare nelle strutture circensi. Tale dichiarazione è sostenuta da scienziati e ricercatori in Scienze Animali di fama nazionale ed internazionale (come Marc Bekoff ed Elisabetta Visalberghi, giusto per citarne un paio), è supportata da studi sperimentali pubblicati nelle maggiori riviste scientifiche ed attualmente è in corso di sottoscrizione da altri etologi, biologi e neuroscienziati italiani ed europei di fama mondiale.

L’abolizione degli animali esotici negli “spettacoli viaggianti” è stata già approvata dalla maggior parte dei paesi dell’Europa e del Mondo. L’Italia è rimasta in coda insieme ad Albania e Romania. Negli ultimi anni si è registrato un notevole interesse verso la “questione animale”, se così vogliamo definirla, con la nascita di numerose associazioni animaliste e ambientaliste che, innegabilmente, si sono talvolta rese protagoniste di azioni poco comprensibili e prive di solide basi scientifiche.
Ma, nel caso specifico del divieto di utilizzo degli animali esotici nei circhi, forse veramente per la prima volta è stato trovato un punto di incontro tra le compagini associative e il mondo della scienza (in questo caso rappresentato dalla FNOVI – Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, dalla FVE – Federazione Veterinari d’Europa, e da molti scienziati coinvolti in materia). Si tratta, quindi, di un cambiamento culturale, di un inevitabile intervento per bloccare lo sfruttamento e la denaturazione di questi animali. Perché nell’uso di animali non domestici in spettacoli circensi, di natura, di promozione del benessere, di rispetto delle esigenze fisiologiche, di salvaguardia agli istinti e di libertà di scelta, c’è veramente ben poco.

Eticamente quindi, a prescindere dagli attacchi scientifici, gli animali nei circhi non rispondono al concetto di benessere e rispetto della natura, della sanità e dell’etologia.

Si tende spesso a paragonare gli animali definiti PET con gli animali WILD. Ma no! Animali selvatici addestrati e addomesticati non possono essere paragonati ad animali domestici.  In generale, si può dire che “tamed” (“domati”) [in inglese to tame ha il significato di addomesticare, ma anche di domare, nel senso di rendere docile ed obbediente] è un termine che può essere usato per animali individuali, mentre il termine “domesticated” (“addomesticati”) si riferisce agli animali a livello di specie, frutto di un processo di allevamento selettivo di lunga durata. Nel corso di molte migliaia di anni, solo poche specie sono stati addomesticate, mentre altre potrebbero non esserlo mai, nemmeno dopo molte generazioni di allevamento selettivo (Price, 1984). Una specie animale è considerata addomesticata quando ha subito modifiche genetiche che ne alterano l’aspetto, la fisiologia, e, di conseguenza, il comportamento (Ricker et al., 1987; Price, 1999). Questo lungo processo richiede la selezione di caratteristiche specifiche per generazioni consecutive, e può richiedere molte decine di anni o addirittura secoli (Belayev, 1979; Trut, 1999), a seconda della rigorosità della selezione e del tasso di riproduzione della specie in questione. (Dichiarazione sui bisogni etologici e sul benessere degli animali selvatici nei circhi Settembre 2015)

Molti sostenitori del circo con animale paragonano gli animali esotici e selvatici alle specie domestiche come cane e gatto. Le specie, evolutivamente, geneticamente e quindi etologicamente hanno subito processi evolutivi e CO-evolutivi con l’uomo totalmente differenti. (http://science.sciencemag.org/content/348/6232/333) . Un cane od un gatto randagio (e sul gatto abbiamo dei dubbi) possono avvicinarsi all’uomo sebbene non ne abbiano mai visto uno prima. Questo è frutto del processo co-evolutivo del legame Homo sapiens-Canis lupus familiaris che si è creato nel corso di circa 16 mila anni! (http://news.nationalgeographic.com/news/2013/13/130514-dogs-domestication-humans-genome-science/#close).
In breve, noi non ci siamo evolutivi grazie agli elefanti e le tigri non si sono evolute grazie a noi. Cosa diversa è successa con i cani ed i gatti. Quindi i paragoni “Perché il cane ti da la zampa e non può farlo un leone?” sono fini a se stessi in termini etologici ed evolutivi della filogenesi delle specie. Già un lupo difficilmente ci riporta la pallina, figuriamoci un leone.
Facciamo lo sforzo di capire per una tigre quanto è innaturale etologicamente e fisiologicamente compiere azioni la cui finalità e la cui causa prossima sono così lontane da quello che è il suo etogramma ed il suo repertorio specie-specifico. Il rapporto stretto con l’uomo, per quanto felice e gioioso, rispettoso e amorevole sia, è uno di quei comportamenti innaturali per specie che non siano state rese domestiche dall’uomo nel corso dei secoli e dei millenni. Inoltre non esistono differenze genetiche ancora dimostrate tra individui di specie selvatiche ma nati e cresciuti in cattività ed i loro parenti del tutto selvatici. (http://news.nationalgeographic.com/news/2013/03/130302-dog-domestic-evolution-science-wolf-wolves-human/) (http://news.nationalgeographic.com/news/2011/08/110819-dogs-wolves-russia-domestication-animals-science-evolution/)

E per quanto rispetto ci sia nell’amore e nelle cure verso quell’animale, già il fatto che lo si sta privando della sua natura e del suo istinto, del suo repertorio comportamentale, è una violenza. Sicuramente fatta involontariamente e con le migliori intenzioni. Ma violenza etologica rimane.

Per quanto riguarda strettamente i circhi, molti studi sono stati fatti da Stephen Harris e colleghi sulle cattive condizioni di welfare e di sanità, sicurezza e ordine che gli animali sono costretti a vivere all’interno dei circhi. Tuttavia, questi studi sono stati diffamati dalla “lobby proanimalineicirchi”, in quanto hanno subito revisioni “SOLO” dal Welsh Governmen e Wales Animal Health and Welfare Framework. Non citeremo quindi i lavori del professor Harris nemmeno di striscio. Tuttavia, i  “procirchiconanimali” si appellano agli articoli di Ted Friend. Peccato che gli articoli scientifici di Friend non siano stati revisionati da nessun organo scientifico. In questo breve articolo non si citerà né Harris, né Friend, quindi! I circensi ed i veterinari che lavorano per loro, stanno minimizzando tutta la questione CIRCHI E ANIMALI, ad una guerra scientifica tra i due professori. Questo poiché non avendo nessun’altra prova e nessun altro appiglio a loro disposizione, non gli rimane che la calunnia e la diffamazione. Tuttavia crediamo che la questione sia ben più ampia e profonda per essere ridotta ad una guerra accademica e “scientifica”.

In ogni caso, The European ‘Welfare Quality’ project sostiene testualmente: “Life for wild animals in travelling circuses and mobile zoos does not appear to constitute either a ‘good life’ or a ‘life worth living’ .
Dtsch Tierarztl Wochenschr nel 2002 (Keeping of elephants in the zoo and circus) sostiene che gli elefanti, per la loro complessità sociale, cognitiva ed emozionale ed i loro legami sociali duraturi nel tempo, non sono animali adatti a stare in un circo, in quanto non saranno mai più di tre o quattro esemplari.  Morgan e Tromborg del 2007 (Sources of stress in captivity) sostengono che “[..]le luci artificiali, i rumori forti, lo spazio ridotto, la forzata prossimità all’uomo, la ridotta possibilità di alimentarsi, l’essere mantenuti obbligatoriamente in gruppi sociali anormali e altre restrizioni comportamentali sono stressanti per gli animali”

Riguardo alla possibilità dell’eutanasia, tale concetto non è riportato nel disegno di legge, ma solo in un documento interno alla FVE, mai approvato. In foto vi riporto il documento del disegno di legge in cui si cita la ricollocazione degli animali. Gli animali verranno trasferiti, con cautela e nel rispetto della singola storia individuale, in opportuni centri di recupero, santuari e centri di conservazione italiani ed europei. Vi inoltro qui la lista dell’ European Alliance of Rescue centres and Sanctuaries (EARS) .

http://ears.org/about-ears/ears-partners/

Qui, altri santuari non necessariamente membri EARS, ma altrettanto validi e come vedete, sono molti, moltissimi:

Austria
• Gut Aiderbichl Farm Sanctuary, Salzburg

Germany
• Home for Animals: A Farm Sanctuary, South Spessart
• Erdlingshof, Kollnburg
• Gnadenhof Melief, Sögel
• Gut Aiderbichl Farm Sanctuary, Bayern
• Gut Aiderbichl Iffeldorf, Munich
• Kuhaltesheim Hof Butenland, Butjadingen

Ireland
• Sathya Sai Sanctuary, Castlebaldwin
• Dogs Aid Animal Sanctuary, Dublin
• National Exotic Animal Sanctuary
• Hungry Horse Outside, Longford

Italy
• Italian Horse Protection Association, Montaione

Netherlands
• Koienrusthuis, Oldeberkoop
• Akka’s Ganzenparadijs, Dalen
• ’T Swieneparredeis, Niew Scheemda
• Familie Bofkont: Het Beloofde Varkensland

Slovenia
• Koki

Spain
• Santuário Gaia, Ogassa, Girona
• El Refugio del Burrito, Fuente de Piedra
• Wings of Heart Sanctuary, Madrid
• El Hogar de Luci, Madrid
• Mino Valley Farm Sanctuary, Lugo

Sweden
• Gotland Animal Sanctuary, Gotland
• Hundstallet, Stockholm

United Kingdom
• Assisi Animal Sanctuary, Conlig, Northern Ireland
• Bleakholt Animal Sanctuary, Edenfield, Lancashire
• Bransby Horses, Bransby, Lincolnshire
• Cornish Seal Sanctuary, Gweek, Cornwall
• Doniford Farm, Doniford, Somerset
• Farm Animal Rescue Sanctuary, Warwickshire
• Five Valleys Hedgehod and Bird Rescue, Stroud, Gloucestershire
• Ferne Animal Sanctuary, Chard, Somerset
• Hillside Animal Sanctuary, Frettenham, Norwich
• Monkey World, Wool, Dorset
• Mousehole Wild Bird Hospital and Sanctuary, Mousehole, Cornwall
• Redwings Horse Sanctuary, Norwich, Norfolk
• Springflower Animal Sanctuary, North Devon
• Thornberry Animal Sanctuary, Rotherham, South Yorkshire
• Willows Animal Sanctuary, Fraserburgh, Scotland
• Wight Donkey Sanctuary, Whiteley Bank
• Wales Ape & Monkey Sanctuary, Abercrave, Wales
• The Monkey Sanctuary, Looe, Cornwall
• Mare & Foal Sanctuary, Littlehempston, Totnes

Oltre a queste liste, i vari centri di conservazione, CRAS, Rete dei Santuari di Animali Liberi, Parco dell’Abatino, zoo EAZA e Bioparchi (come Roma, Barcellona, Valencia, Torino, Parco Natura Viva, Falconara) si sono resi favorevoli al sostegno di questo ddl, offrendosi disponibili a ospitare parte degli animali attualmente detenuti nei circhi.

Il resto dell’UE ha ricollocato gli animali nelle apposite strutture zoologiche, senza nessun bisogno di eutanasia. Gli animali oltretutto non hanno presentato nessun sintomo di malessere causato dal distacco.

Riporto in foto, inoltre un pezzo del trattato di Wageningen (il più importante centro di ricerca zootecnica in Europa), in cui emerge chiaramente le condizioni degli animali nel trasporto e nella manutenzione. Sebbene si sostenga che gli animali abbiano un buon rapporto con gli uomini, e che i domatori li trattino bene e con amore, si evince come manchino le conoscenze veterinarie ed etologiche al fine di un benessere completo dell’animale.

Se le parole, la scienza e gli articoli non bastano, questa è la realtà: https://www.youtube.com/watch?v=A8k70PShWpY

Concludo, infine, postandoVi la bibliografia usata dalla LAV, dalla FNOVI e dalla FVE in sostegno a questa nobile proposta di legge.
I “procirchiconanimali” sostengono che la LAV e la FNOVI si siano basate per la loro proposta, attualmente in esame in Senato, solo sugli articoli di Stephen Harris. Vi riporto qui di seguito, invece, l’intera vera bibliografia scientifica usata per questo disegno di legge. Come vedete non c’è solo Harris 😉

Vi lascio all’analisi degli articoli e vi auguro una buona riflessione ed una buona giornata.

FONTI utilizzate da FNOVI e LAV PER IL DDL 2287-BIS:

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