I parassiti interni del cavallo: controlli opportuni per la buona salute del quadrupede

VIAREGGIO – ( di Paola Apolloni, Centro Ippico Il Sentiero ) – Ad ogni cambio di stagione sarebbe opportuno controllare i parassiti interni del cavallo.

Questo è un aspetto molto importante affinché si possa mantenere in buona salute il cavallo, in quanto le infezioni parassitarie sono uno dei problemi patologici più costosi, pericolosi, ed insidiosi. I parassiti interni che un equide può avere sono: gli strongili grandi o piccoli, gli ascaridi (vermi tondi), i gasterofili, gli ossiuri e anche nei puledri i nematodi. La tenia non è molto comune, come le verminosi polmonari. Un buon programma di controllo dei parassiti interni permette di ridurre notevolmente i casi di colica. Questi parassiti arrecano danni non solo all’apparato digerente, ma anche respiratorio e venoso. Per esempio le larve migranti degli strongili possono diminuire il flusso ematico agli arti posteriori con il conseguente indebolimento dell’arto. I piani di somministrazione dei vermifughi devono essere fatti ad intervalli stagionali e continui. Se svolti correttamente allora sono efficaci. I vermifughi devono essere somministrati nei periodi giusti per eliminare al massimo le uova. Per esempio nei climi freddi, gli antiparassitari avermectine dovrebbero essere somministrati prima del pascolo primaverile, con un richiamo a metà estate; invece, nei climi più caldi in tarda estate ed inizio inverno. Una preventiva analisi delle feci, inoltre, serve a capire individuo per individuo l’entità e la tipologia dell’infestazione. Successivamente il veterinario suggerirà la profilassi più adatta. Chi gestisce una scuderia deve applicare una serie di pratiche affinché si possa contenere la carica endoparassitaria del cavallo. Importante è non contaminare gli alimenti e l’acqua con le feci, far mangiare il cavallo su superfici pulite, raccogliere quotidianamente le fiande dai paddock e stalle, non spargere il letame in paddock o pascoli, e rendere il meno promiscuo possibile l’uso di paddock. Inoltre, l’ingresso di nuovi cavalli deve prevedere una profilassi di sverminazione, ed essere isolati da un minimo di sette o quattordici giorni. Dopo quattro giorni dalla somministrazione del vermifugo i cavalli non eliminano più le uova, quindi possono essere rimessi in pascolo o paddock senza rischio di contaminarlo.