Prima udienza per la morte di “Angelo”, il cane impiccato e ucciso: gli imputati chiedono il rito abbreviato

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REGGIO CALABRIA – Prima udienza, questa mattina, per i  quattro imputati di aver ucciso il povero Angelo, il canone bianco morto bastonato e impiccato a Sangineto il 21 giugno dello scorso anno.  “I miei assistiti stanno vivendo con molta sofferenza la vicenda, si sono resi conto del gravissimo fatto ed è per questo che è maturata la scelta di accedere al rito abbreviato affinché il processo finisca il più veloce possibile e questo non per chiudere la vicenda che nelle loro vite non si chiuderà mai. Siamo consapevoli infatti, che tutto ciò ha segnato per sempre la loro vita. Al termine del processo verrà pareggiato il conto con la giustizia, ma quello con la morale non si chiuderà mai”, ha affermato l’avvocato Alessandro Gaeta del Foro di Paola che difende Nicolas Fusaro e Giuseppe Liparato, i due giovani, accusati dalla Procura del Tirreno cosentino, insieme ai fratelli Francesco e Luca Bonanata, di aver di aver ucciso e seviziato “Angelo”. Il rito abbreviato, come noto, prevede lo sconto di un terzo della pena.

Tutti accusati del reato di “uccisione di animali”, rischiano una condanna che oscilla dai quattro mesi ai due anni di reclusione. I quattro filmarono con il cellulare la macabra scena. Secondo quanto ricostruito dalla Procura prima attirarono il cane, docile e mansueto, “reo” di aver ucciso due capre, e poi lo impiccarono ad un albero, colpendolo con una pala sulla testa. Un video che divenne virale sul web, e che permise ai Carabinieri di identificare i responsabili. “Assassini”, il grido degli animalisti presenti in aula che hanno chiesto di essere ammessi come parti civili. Il processo è stato rinviato al prossimo 18 maggio.

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