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The Italian Sea Group, nuovo incontro coi sindacati

“È giusto continuare ad avere fiducia nelle rassicurazioni fornite dal presidente?” È la domanda che pone Bruno Casotti, segretario Fim Cisl Toscana Nord, pochi minuti dopo la fine del nuovo incontro avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, 22 maggio, con i vertici di The Italian Sea Group, la cui situazione economico-finanziaria tiene sulle spine lavoratori e sindacati.

Durante l’incontro, stando a quanto reso noto dai sindacalisti, il presidente di Tisg, Giovanni Costantino, ha spiegato che due importanti commesse in Turchia stanno ripartendo con la prevista posa della chiglia di un nuovo yacht da 88 metri nel mese di luglio e l’avvio della produzione di un modello Lamborghini di 30 metri.

Secondo quanto riferito dalla presidenza inoltre, sarebbero già stati firmati i contratti relativi ad altri due nuovi yacht attualmente in fase di progettazione.

“L’azienda ha dichiarato che queste commesse dovrebbero generare futuri stati di avanzamento lavori (Sal, ndr) derivanti dall’avanzamento delle attività progettuali e produttive – precisa Casotti – Costantino ha inoltre dichiarato di aver raggiunto accordi economici per circa 180,6 milioni di euro con diversi armatori che risulterebbero attualmente in fase di definizione legale”.

L’azienda avrebbe riferito che le tempistiche relative agli stati di avanzamento lavori sarebbero già state concordate e che la chiusura definitiva delle procedure potrebbe richiedere ancora alcune settimane. È stato inoltre precisato che la ripartenza delle commesse non avverrà simultaneamente, ma attraverso una progressiva riattivazione delle attività produttive.

“Nel corso dell’incontro il presidente ha dichiarato che, una volta terminato il periodo di protezione previsto fino al 13 luglio, la società potrebbe valutare la richiesta di un’ulteriore proroga di 120 giorni, possibilità prevista dagli strumenti normativi attualmente applicabili – sottolinea Casotti – Per quanto riguarda il sito produttivo di La Spezia, Costantino ha dichiarato che sarebbe allo studio una futura cessione del sito stesso, precisando tuttavia che tale operazione non riguarderebbe i brand del gruppo. In merito ai lavoratori interessati, l’azienda ha riferito che eventuali valutazioni sull’assorbimento occupazionale da parte di un possibile acquirente verranno affrontate in una fase successiva o in sede di definizione dell’operazione”.

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto chiarimenti rispetto a possibili ipotesi di vendita dell’azienda.

“A tale domanda il presidente ha risposto che, allo stato attuale, tale scenario non rientrerebbe nei piani immediati della società, pur non escludendo valutazioni future – puntualizza il segretario – Durante il confronto è stato affrontato anche il tema del refit. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, non verrebbe abbandonato ma riorganizzato in maniera più selettiva e mirata, con una strategia maggiormente orientata verso il segmento new build, ritenuto più strategico sotto il profilo industriale ed economico. Il presidente ha inoltre dichiarato che, allo stato attuale, non sarebbero previsti licenziamenti, ad eccezione delle posizioni relative a lavoratori che hanno scelto volontariamente di dimettersi”.

Tra le lavoratrici e i lavoratori di Tisg e dell’intero indotto, permane comunque uno stato di preoccupazione e incertezza. “Per questo motivo – osserva Casotti – riteniamo fondamentale che alle rassicurazioni fornite seguano, nelle prossime settimane, segnali concreti di continuità produttiva, tutela occupazionale e reale avanzamento del percorso di rilancio annunciato dall’azienda. Alle rassicurazioni dovranno inevitabilmente seguire atti concreti perché non ci dobbiamo dimenticare che siamo parlando del futuro di molte famiglie sia interne che dell’indotto, le quali hanno il diritto di sapere quale sarà il loro futuro e quello del cantiere”.

Martedì 26 maggio alle 9 si svolgerà l’assemblea dei lavoratori.

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